Luis Primo è un dirigente nazionale dell’Unt (Union Nacional de Trabajadores), il sindacato più rappresentativo in Venezuela. In questo articolo analizza il ruolo fondamentale della classe operaia nel dirigere il resto della società venezuelana nella lotta per il socialismo.
Quattro sono gli elementi fondamentali nelle iniziative e nei discorsi recenti del presidente Chavez. Il primo riguarda la formazione di un nuovo partito, il Partito socialista unificato del Venzuela (Psuv). Noi della Cmr (Corrente marxista rivoluzionaria) siamo d’accordo con l’idea di costituire un partito che possa mettersi alla testa della rivoluzione bolivariana. Sarebbe un passo importante farla finita con quei partiti che non sono altro che cartelli elettorali, che non concepiscono il partito come uno strumento finalizzato a sviluppare la coscienza politica dei lavoratori e del popolo, per arrivare all’espropriazione dei capitalisti e alla trasformazione socialista della società, emancipando l’essere umano dall’oppressione capitalista. Inoltre, il Partito socialista unito può fornire uno spazio di discussione più ampio tra le masse circa la necessità di costruire il socialismo.
La costruzione del Psuv deve partire dalla base, eleggendo direttamente i dirigenti naturali del partito fra i lavoratori ed all’interno delle comunità. Ma questa misura non sarà sufficiente ad evitare la formazione di una casta burocratica, pericolo permanente, insieme alla corruzione, che si può risolvere solo con massicce dosi di democrazia e partecipazione a tutti i livelli.
Nazionalizzazioni e costruzione del socialismo
Il secondo punto proposto dal presidente Chavez riguarda la nazionalizzazione di imprese strategiche, la Cantv tra le altre, una decisione giusta, purché lavoratori e comunità partecipino al controllo sociale e alla loro gestione, per evitare lo sviluppo di una qualche forma di capitalismo di Stato in cui esse sarebbero controllate, traendone beneficio, da un piccolo settore della tecno-burocrazia. Il presidente ha annunciato la nazionalizzazione di tutto ciò che è stato privatizzato, e ciò significa che Sidor (la principale acciaieria del Venezuela, Ndt) e altre imprese, tra cui anche quelle chiuse, in crisi o occupate dai lavoratori come Sanitarios Maracay, Transportes Caroni, Sel Fex tra le altre, dovrebbero essere nazionalizzate sotto controllo operaio. Un altro provvedimento indispensabile, che dovrà essere affrontato dal governo, riguarda la nazionalizzazione del sistema bancario, fondamentale per lo sviluppo del nostro paese e la costruzione del socialismo.
Il terzo asse proposto da Chavez riguarda lo sviluppo dei Consigli delle comunità come elemento di reale partecipazione popolare nel decidere i bisogni delle comunità ma anche per costruire un nuovo stato rivoluzionario.
Il quarto punto, che consideriamo essenziale, concerne gli stipendi dei funzionari pubblici. Stiamo discutendo non solo di eliminare la povertà ma, soprattutto, di costruire finalmente una società equa. Non basta stabilire un tetto massimo per i guadagni dei funzionari pubblici, bisogna rivedere la situazione salariale venezuelana nel suo complesso, con proposte progressive che tendano ad appianare le attuali disuguaglianze. Non è un problema facile da risolvere ma, senza dubbio, ci si può attenere ai provvedimenti realizzati, nel corso della storia del movimento operaio, ad esempio dalla Comune di Parigi quali:
1) Ogni funzionario pubblico non può guadagnare più di un operaio qualificato.
2) Elezione di tutti i funzionari pubblici.
3) Diritto di revocabilità degli stessi.
Per quanto riguarda lo sviluppo dei Consigli comunali, il Ministero del lavoro ha stabilito la creazione di consigli dei lavoratori. Questi devono diventare uno strumento per cambiare il modello produttivo capitalista e sostituirlo con uno socialista, basato su democrazia e partecipazione operaia. I consigli operai devono prendere le decisioni fondamentali per la società. Questo dovrà essere essenzialmente il nuovo Stato rivoluzionario. Questi consigli, organizzati in ogni impresa e ad ogni livello locale, regionale e nazionale, devono, infatti, costituire la struttura del nuovo Stato socialista insieme ai consigli delle comunità.
Bisogna vigilare affinché tutti questi consigli non siano controllati dallo Stato, perchè diventerebbero una preda facile per la burocrazia. È necessario che siano i lavoratori ad esercitare il controllo politico e produttivo in ogni Consiglio dei Lavoratori, da introdurre comunque subito nelle imprese abbandonate o che funzionano a mezzo servizio, in quelle recuperate o occupate dai lavoratori. Sono state censite più di 700 imprese chiuse che possono essere occupate dai lavoratori. Nell’organizzare queste occupazioni e nello sviluppo dei consigli operai la Unt può giocare un ruolo fondamentale.
Consigli dei lavoratori e controllo operaio
Quanto espresso dal ministro del lavoro è corretto: il controllo operaio deve essere introdotto nell’industria alimentare, soprattutto considerando che il numero di stabilimenti in questo settore è diminuito del 12,1% dal 2001 al 2005. Ma questa forma di controllo deve estendersi ad ogni settore industriale. La linea strategica di base deve essere il controllo operaio e popolare sviluppato dalla base dei sindacati e da tutti i lavoratori. I consigli dei lavoratori devono avere questi compiti principali:
1) controllo dell’organizzazione gerarchica del lavoro creando una nuova struttura democratica e partecipativa;
2) controllo sulla divisione del lavoro a livello d’impresa ed in ogni settore economico;
3) controllo su finanze, contabilità ed investimenti delle imprese;
4) controllo sui licenziamenti e sulle chiusure d’imprese;
5) controllo sulla struttura decisionale delle imprese;
6) controllo sui profitti, perché parte di essi servano a realizzare servizi utili alla comunità.
Il presidente Chavez ha dichiarato che per andare verso il socialismo si deve smantellare l’attuale organizzazione statale, definita come borghese, costruendo uno Stato definito “comunitario”, perché basato su organismi di democrazia diretta come i consigli comunitari, appunto. I consigli operai rappresentano un nuovo strumento per mezzo del quale iniziare lo smantellamento del vecchio apparato borghese. La costruzione del socialismo del XXI secolo passa attraverso la trasformazione non solo dei rapporti sociali di produzione capitalistica, cioè dei rapporti di produzione, di potere, di dominio, ma anche dei rapporti personali fortemente influenzati dalla divisione sociale del lavoro. Trasformando tutte queste relazioni, lavoratori e classi popolari possono decidere rispetto al loro destino e all’utilizzo dei mezzi di produzione, di potere, di distribuzione e comunicazione, creando nuovi rapporti sociali collettivi e solidali. Per fare questo è indispensabile creare un nuovo modello di gestione produttiva che sia democratica, partecipativa e solidale, un nuovo Stato rivoluzionario nonché, “last but not least”, un nuovo essere umano, una nuova vita quotidiana che riproduca i nuovi valori socialisti e collettivi. Tutti aspetti che si integrano dialetticamente.
Il ruolo della classe operaia è fondamentale: senza la sua partecipazione non è possibile alcuna rivoluzione. Non si tratta di cinico pessimismo né di fatalismo nei confronti di altri settori rivoluzionari, ma è una semplice realtà storico-sociale. Quella operaia è l’unica classe che può liberare gli altri settori sociali e che, distruggendo il sistema capitalista, è capace di mettere fine alla divisione della società in classi sociali.
I compiti dell’Unt
In questo momento l’Unt può rappresentare un fattore fondamentale nella creazione del Psuv, nello sviluppo dei consigli dei lavoratori, nella lotta per l’espropriazione dei capitalisti e nella costruzione dello Stato rivoluzionario. Come Cmr abbiamo fatto varie proposte:
1) la Unt deve essere in prima linea nella lotta della Sanitarios Maracay e di altre imprese chiuse, occupate o in lotta, lanciando una campagna nazionale per la loro nazionalizzazione sotto controllo operaio.
2) Convocare una conferenza nazionale, con la partecipazione di ogni corrente dell’Unt, per discutere le proposte operaie nella costruzione del socialismo, organizzare un piano concreto per la conquista di ogni impresa chiusa o in crisi esigendone la nazionalizzazione e sviluppare i consigli operai.
3) Organizzare, in unità d’azione con altri gruppi, come quelli dei lavoratori di imprese recuperate organizzati nel Freteco (Fronte rivoluzionario delle imprese sotto controllo operaio – Ndt) o dei contadini del Frente Campesino Ezequiel Zamora, una giornata nazionale per l’occupazione di terre e fabbriche per favorire espropriazioni in nome del potere operaio e popolare.
La questione, per l’Unt, non è meramente elettorale. Si tratta di fornire una direzione alle lotte operaie per trasformare la società e costruire il socialismo. Le singole rivendicazioni sono importanti ma devono sottomettersi alla lotta generale per il socialismo. Ed elementi fondamentali in questo senso sono precisamente il controllo sulla gestione delle imprese pubbliche o private e la nazionalizzazione sotto controllo operaio del sistema bancario e delle grandi imprese monopolistiche del paese, che permettano alla classe operaia di elevare la propria coscienza politica, cominciando a costruire un nuovo modello produttivo socialista e un nuovo Stato rivoluzionario. Così si costruisce il vero socialismo.
I dirigenti dell’Unt non possono vedere l’organizzazione sindacale come fine a se stessa, come un apparato da controllare. La forza dell’Unt sono i lavoratori organizzati ed sono i loro dirigenti a dover dimostrare tutta l’audacia necessaria e puntare alla vittoria del processo rivoluzionario, sapendo che la trasformazione della società venezuelana e latinoamericana richiede uno sforzo collettivo della classe lavoratrice, insieme alla comprensione da parte dei dirigenti del movimento operaio dei propri compiti storici.
07/02/2007