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“Odio” o collaborazione di classe? Stampa E-mail
Scritto da Alessandro Riatti   

Elezioni a Genova


Si avvicinano le elezioni amministrative per il Comune e la Provincia di Genova. Il 4 febbraio si sono svolte le elezioni primarie fra gli elettori del centrosinistra per scegliere il candidato sindaco dello schieramento.


Il percorso che ha portato alla scelta dei candidati alle primarie è stato molto tortuoso. In particolare nei Ds per mesi vi è stata una battaglia aperta fra i dirigenti locali per la scelta del candidato sindaco dell’Unione alle elezioni primarie, che solo dopo l’intervento di autorità di Botteghe Oscure si è risolta  con la nomina di Marta Vincenzi. Una lotta per le poltrone che ha evidenziato grosse divisioni interne, proprio alla vigilia del percorso di nascita del futuro partito democratico.

Alle primarie ha partecipato anche il poeta Sanguineti, candidato del Prc che ha suscitato interesse  per il suo appello alla riscoperta della coscienza proletaria e dell’“odio di classe”. In una città dove il centrodestra tradizionalmente perde, anche gli industriali hanno spinto perché nelle primarie del centrosinistra fosse presente un loro candidato, Stefano Zara, ex deputato della Margherita e già leader di Assindustria.

Una premura forse eccessiva, visto che in diverse occasioni Marta Vincenzi ha rivendicato una continuità con l’operato della giunta uscente di centrosinistra, rassicurando quindi gli ambienti borghesi di Genova.

Dieci anni di giunta Pericu


La giunta uscente ha dimostrato di essere incatenata agli interessi dei poteri forti. La lista dei provvedimenti antipopolari è lunga e parte dalla privatizzazione del trasporto pubblico locale, che ha recentemente comportato un aumento del 20% del prezzo del biglietto dell’autobus.

La precarietà del lavoro è dilagata e oggi un lavoratore su quattro in città ha un contratto a tempo determinato. Il centrosinistra non ha mosso un dito per arginare la crescita spaventosa dei prezzi delle case e degli affitti.

Pericu ha, inoltre, messo il sigillo sul processo di privatizzazione del porto di Genova. Le compagnie private in questi anni hanno fatto profitti sulla pelle dei lavoratori. I morti e gli infortuni sono numerosissimi e la gestione della movimentazione dei container gestita dai privati ha portato il caos in città, con più di 10mila tir che ogni giorno transitano in entrata e in uscita dallo scalo ligure. Una menzione particolare va fatta alla politica della giunta a favore delle grandi opere, tra cui l’inceneritore di Scarpino e la costruzione del Terzo Valico, due opere inutili e dannose per l’ambiente contro cui la popolazione genovese è già scesa in lotta per impedirne la progettazione.


Rifondazione perde la sua indipendenza


Rifondazione Comunista qualche anno fa fu costretta ad uscire dalla giunta quando il Comune di Genova si dichiarò parte civile contro i manifestanti del G8.

Nell’ultimo Comitato politico federale gli esponenti della maggioranza del Prc hanno spiegato che con Pericu si chiude un ciclo e che oggi è possibile un ritorno del Prc in maggioranza.

Nel dibattito il sottoscritto ha messo in luce la contraddizione di tale posizione, proprio alla luce dei forti punti di continuità tra la passata e la futura giunta. In una recente intervista sul Secolo XIX Marta Vincenzi ha condiviso le scelte di Pericu sull’inceneritore, – “nel mio piano dei rifiuti c’era. Non credo se ne possa fare a meno” – sul Terzo valico – “…ne parlo da anni e ho proposto un progetto che accelera i tempi...” – e sulla privatizzazione del trasporto pubblico – “…la joint venture con i francesi è una cosa buona”.

Così se Rifondazione fino a ieri ha fatto opposizione a queste politiche, se i partiti del centrosinistra sono diretti dai dirigenti di sempre, se la Vincenzi è in linea con Pericu sulle questioni decisive, come si giustifica per il Prc il ritorno in maggioranza?

Noi consideriamo questa scelta un errore, il partito non avrà la possibilità di incidere realmente in un giunta che sarà ancorata alla difesa degli interessi borghesi. Quando i giovani e gli operai di Genova riscopriranno il loro “odio di classe” dovranno inevitabilmente scontrarsi anche contro i dirigenti di questo centrosinistra, e di conseguenza per il Prc si imporrà una riscoperta urgente dell’indipendenza politica dai riformisti.

 

07/02/2007 

 
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