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Rifondazione a Parma Stampa E-mail
Scritto da Andrea Davolo   
Uscire dalla crisi, recuperare l’iniziativa politica

L’organizzazione del Prc a Parma è da diverso tempo in uno stato di grave paralisi dell’azione politica. Una condizione che si può riassumere sostanzialmente in tre problematiche: malfunzionamento degli organismi dirigenti, preoccupante crisi di militanza nei circoli e assenza di controllo dei rappresentanti del Partito nelle istituzioni.

Il Comitato politico federale (Cpf) è stato sistematicamente svuotato della sua funzione di governo della federazione. Quasi mai ha potuto decidere la linea politica e di intervento del Partito, funzione invece assunta dalla Segreteria “monocolore” dell’area dell’Ernesto, diventando sempre più luogo di discussioni inconcludenti e non finalizzate alla costruzione del lavoro politico. In conseguenza di ciò il Partito, aldilà della buona volontà di singoli gruppi o aree di compagni, non è intervenuto in modo organizzato non solo nelle tante vertenze operaie (Star, Manzini, Data System…) e mobilitazioni territoriali (da ultima quella contro l’inceneritore), ma ha addirittura faticato a far fronte anche alle attività più routinarie legate, per esempio, alla stessa campagna elettorale per le politiche.

Riconoscendo tutto ciò, il Cpf ha ritenuto di dover convocare, unitamente alla Conferenza d’organizzazione nazionale, anche un percorso di discussione sullo stato del Partito a livello provinciale. I compagni sostenitori di questa rivista si stanno impegnando a fondo in questo dibattito, consapevoli che la situazione impone un drastico cambio di rotta.

Chiediamo che tutte le decisioni vincolanti per il Partito a livello provinciale vengano prese dal Comitato Politico Federale e che, in modo analogo, l’attività dei compagni eletti nelle istituzioni debba essere discussa e sottoposta a verifica da parte del Cpf. La Segreteria, avvalendosi anche delle proposte delle commissioni, dovrebbe invece recuperare il suo ruolo esecutivo proponendo al dibattito del Cpf piattaforme e canali d’intervento di cui per troppo tempo i circoli hanno dovuto fare a meno.

Con il supporto degli organismi dirigenti, i circoli possono individuare posti di lavoro, luoghi di studio, mercati di quartiere ecc… presso cui orientarsi con regolarità. con campagne permanenti su temi specifici come precarietà, immigrazione, casa, diritto allo studio, ecc… Per esempio, in città si potrebbero sviluppare campagne contro la precarietà presso i cancelli di fabbriche come la Bormioli o la Ocme, o campagne sui diritti dei migranti in mercati di quartieri come l’Oltretorrente o ai cancelli di aziende come le Trancerie Emiliane. L’obiettivo preciso di questi interventi deve essere quello di instaurare relazioni strette con quei soggetti, giovani e lavoratori, che vogliamo conquistare alla lotta politica.

Nelle tante vertenze di questi ultimi mesi il Partito non ha infatti giocato alcun ruolo. Non si è cercato di mobilitare i circoli, i compagni delegati e attivi nel sindacato e la commissione lavoro nella costruzione di un intervento organizzato ed incisivo. Quasi sempre, invece, è stata ritenuta sufficiente la presenza di qualche singolo compagno nelle assemblee, organizzate dalla dirigenza sindacale e completamente istituzionalizzate, per dire che Rifondazione era presente.

Le mobilitazioni contro il progetto di inceneritore hanno poi evidenziato come la tutela del lavoro e la tutela della salute siano questioni inscindibili che vanno finalmente affrontate con un approccio di classe e con una prospettiva di lotta. Fino ad oggi, invece, la Segreteria ha accuratamente evitato di proporre al Cpf una seria discussione a riguardo. Di conseguenza si è visto il Partito accodarsi di volta in volta a varie iniziative senza nessuna capacità di intervento politico, mentre alcuni suoi rappresentanti istituzionali esternavano talvolta posizioni del tutto confuse, se non contraddittorie, a riguardo, tanto nelle lotte per la difesa della salute pubblica quanto in quelle per il diritto alla casa.

È invece necessario che il Cpf affronti con una discussione approfondita le questioni ambientale-sanitaria e abitativa, orientando i propri militanti verso i comitati cittadini, che finora Rifondazione ha disertato, con programmi e parole d’ordine chiare e precise, permettendo al Prc di porsi con successo alla testa delle lotte che si stanno sviluppando sul territorio.

Mentre scriviamo la discussione è ancora agli inizi, ma già si profila un ampio consenso verso le proposte da noi presentate, perché vanno nella direzione di rispondere concretamente ai problemi concreti presenti nella nostra federazione.

Lotteremo perché queste proposte organizzative si affermino nel dibattito e successivamente non restino solo “lettera scritta”, ma siano realmente applicate, nella convinzione che per una Rifondazione Comunista così organizzata si aprirebbero veramente le strade del radicamento operaio.

 

07/02/2007 

 
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