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Bologna: Arrivano le addizionali irpef Stampa E-mail
Scritto da Davide Bacchelli   

La Cgil contesta Cofferati ma le accetta dalla Regione...


Sono bastati pochi giorni del 2007 per vedere i reali effetti della legge finanziaria del governo Prodi su salari e pensioni. Infatti, a causa della riduzione dei trasferimenti finanziari agli enti locali, nei bilanci 2007 di regioni e comuni sono previsti aumenti delle addizionali Irpef.

In Emilia Romagna la situazione è diffusa, e così le amministrazioni locali, rette dall’Unione o quantomeno dal centrosinistra, mettono in discussione quel poco di positivo fatto a livello fiscale dal governo dell’Unione. È un sentire comune, suffragato dai calcoli di Cgil-Cisl-Uil, che hanno già messo i loro delegati sul piede di guerra. Modena ha già visto presidi davanti al municipio cittadino e nei principali comuni della provincia, a Bologna la tanto amata concertazione non funziona davanti al suo antico profeta, un Cofferati determinato nell’applicare un aumento dello 0,3% dell’Irpef comunale.

Il 16 gennaio a Bologna, di fronte  all’assemblea dei quadri e delegati Cgil dell’Emilia Romagna, Epifani e il segretario della Camera del lavoro regionale Barbi hanno dichiarato che comunque “non è la finanziaria della Cgil”, e che non sono accettabili questi aumenti dell’addizionale Irpef da parte dei comuni dell’Emilia Romagna, in particolare quanto sta avvenendo a Bologna.

Come mai i discepoli del “cinese” si rivoltano al maestro? Perché non c’è stata concertazione così come avvenuto con Errani, presidente della regione.

Infatti, il 12 dicembre 2006 i segretari regionali di Cgil-Cisl-Uil hanno sottoscritto, insieme all’assessore alle finanze dell’Emilia Romagna, un verbale di approvazione delle politiche finanziarie della regione dal 2007 al 2010, compresi aumenti dell’addizionale dell’Irpef e dell’Irap per 240 milioni di euro nel 2007, a copertura del disavanzo sulla spesa sanitaria (100 milioni), per il fondo regionale a sostegno della non autosufficienza (100 milioni), e per investimenti a favore dello sviluppo (40 milioni). L’Irpef aumenterà dello 0,2% per i redditi lordi annui da 10.000 a 15.000 euro, dello 0,3% da 15.000 a 20.000 euro, dello 0,4% da 20.000 a 25.000 euro, dello 0,5% oltre i 25.000 euro, il massimo previsto dalla finanziaria. Dall’Irap, imposta per le aziende, ci si aspetta un terzo dei 240 milioni di euro, ma il dubbio è che si raccolga meno di quanto può entrare nelle casse delle aziende attraverso i 40 milioni destinati allo sviluppo.

Non stupisce, allora, la reazione di Cofferati di fronte alle critiche della Cgil, e di Epifani: se si approvano gli aumenti delle imposte di Errani, deve essersi detto, perché negarli a me? In autunno il sindaco di Bologna aveva già messo le mani avanti criticando la finanziaria, che metteva in discussione il livello dei servizi sociali bolognesi, e minacciando l’esercizio provvisorio.

La sostanza è che i salari medi di un lavoratore di Bologna si ridurranno dello 0,6-0,7%. Secondo l’assessore al bilancio del Comune ciò non vanifica i vantaggi della finanziaria, invece per Cgil-Cisl-Uil si tratta di un grosso problema, anche perché mette in luce le contraddizioni dei loro rapporti con i vari livelli istituzionali. Non è un caso che al segretario della Uil di Bologna sia scappato di bocca che “i nostri regionali hanno avuto un po’ troppa fretta a  dare l’assenso” alla manovra economica di Errani.

Tra i lavoratori e i pensionati dell’Emilia Romagna è diffuso un misto di delusione e rabbia verso i partiti, che nelle amministrazioni locali e al governo hanno raccolto in massa la loro fiducia. Allo stesso tempo sono perplessi per le ambiguità dei sindacati che oggi chiamano alla mobilitazione ma con la sola prospettiva di concertare la riduzione del danno. Dopo anni di sacrifici, dai Ds, Rifondazione e Cgil i lavoratori si aspettano quella “cosa di sinistra” che non si concilia con le alleanze con i partiti del centro borghese e politiche compatibili con gli interessi dei padroni.

 

07/02/2007 

 
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