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Salvare la For Lady! Stampa E-mail
Scritto da Piero Zandomeneghi   

Parma

La crisi della For Lady (settore tessile) è stata causata dalla disastrosa gestione finanziaria della padrona. Non certo dalle operaie. Adesso invece si vogliono far pagare le conseguenze dei debiti alle 41 lavoratrici.


In tutti questi anni la proprietaria non si è preoccupata di trovare degli acquirenti alternativi alla Max Mara: così ha messo il futuro dell’azienda nelle mani di un unico compratore. Non solo. Quando ha capito che le commesse erano in pericolo la signora Patrizi non lo ha comunicato a nessuno e ha rassicurato i sindacati dicendo che andava tutto bene. Intanto accumulava debiti con il fisco fino al punto che la società di riscossione è venuta a pignorare due furgoncini e molti capi di abbigliamento.

Quando la crisi è precipitata la padrona ha avuto il coraggio di addossare la responsabilità alle operaie che non avevano lavorato abbastanza bene per soddisfare un cliente prestigioso come Max Mara. Questa signora senza pudore si è permessa di vendere al miglior offerente i macchinari produttivi decidendo da sola il destino di tutte le dipendenti e delle loro famiglie.

Ora basta! La fabbrica e gli impianti devono essere espropriati senza indennizzo dallo stato e messi sotto il controllo delle lavoratrici. Tutte le crisi che si sono succedute sul territorio parmigiano, a partire da quella della Star, hanno dimostrato che i cosiddetti imprenditori e la legge del mercato non sono in grado di garantire condizioni di lavoro e di vita dignitose a chi lavora per loro.

L’intervento determinato delle operaie che si sono appropriate del luogo di lavoro con l’assemblea permanente ha portato la questione della For Lady all’attenzione di tutti. La Cgil, sindacato cui le dipendenti hanno sempre dato fiducia, deve allargare questa lotta a tutte le altre aziende in crisi e porre all’ordine del giorno la questione della nazionalizzazione delle fabbriche che licenziano e lasciano gli operai sulla strada.

La lezione che viene dalle numerose crisi industriali dell’anno scorso è che i tavoli istituzionali di trattativa con comuni e provincia non portano a niente.

Solo promesse che non vengono mai mantenute. Non possiamo accontentarci della mobilità. La lotta deve essere allargata con la parola d’ordine di rifiutare qualsiasi licenziamento. La crisi l’hanno provocata i padroni, la paghino loro!

L’assemblea permanente delle operaie della For Lady può diventare un esempio e un punto di riferimento per migliaia di altri lavoratori di Parma e provincia. Non deve cessare fino a quando non verranno fatte proposte decenti che permettano a tutte di avere un posto di lavoro.

 

15/11/2006 

 

 
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