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L’assemblea tenutasi a Roma la
sera del 16 ottobre ha visto la partecipazione di circa 70 persone. Fra di loro
vi erano anche diversi giovani e lavoratori venezuelani e di altri paesi
sudamericani.
Nel saluto iniziale il compagno
argentino Jorge, segretario del circolo del PRC dove si è tenuta l’iniziativa,
ha sottolineato l’importanza di capire gli avvenimenti che stanno avendo luogo
in Sud America. Claudio Bellotti, della Direzione Nazionale del PRC, si è
concentrato sull’atteggiamento della sinistra italiana di fronte al processo
bolivariano. A parte i DS, che durante il colpo di stato si schierarono dalla
parte dei golpisti, il resto della sinistra ha sempre avuto un atteggiamento
tiepido, se non indifferente. “Quando una Rivoluzione è in difficoltà si trova
isolata, mentre quando sembra vincente si trova piena di amici”. Oggi in tanti
si proclamano amici della Rivoluzione Venezuelana, ma non ne spiegano la vera
natura.
Nella sua relazione, Alan Woods
ha spiegato come l’epoca nella quale viviamo si caratterizzata da un’enorme
instabilità e come le contraddizioni economiche, politiche e sociali aumentino
giorno dopo giorno. Il massacro sociale che il capitalismo porta avanti, però,
provoca anche una reazione da parte delle masse. Il Sud America è l’esempio più
chiaro di questo, la radicalizzazione delle masse si esprime su ogni terreno,
incluso quello elettorale. In un paese dopo l’altro vincono candidati di
sinistra: dopo Morales in Bolivia, oggi è il turno dell’Ecuador. In Messico, la
frode elettorale perpetrata dalla destra contro Lopez Obrador ha provocato una
mobilitazione di massa con caratteri rivoluzionari. A questo proposito, Alan
Woods ha anche denunciato il ruolo della cosiddetta “stampa libera” in Europa
che non ha speso una sola parola sui milioni di messicani che sono scesi in
piazza contro i brogli.
In seguito, la relazione si è
incentrata sugli sviluppi della Rivoluzione in Venezuela, sui moltissimi
settori sociali che vi partecipano attivamente e, in particolare, sul crescente
numero di fabbriche occupate e gestite sotto controllo operaio. A riguardo,
Woods ha sottolineato l’importanza del recente incontro nazionale, tenutosi a
Caracas, del FRETECO, il fronte rivoluzionario delle imprese occupate.
Durante il dibattito, vi sono
state domande sulle differenze fra Venezuela ed Europa, sulla situazione della
PdVSA e, da parte di chi partecipava per la prima volta ad una nostra
iniziativa, su come costruire il Comitato “Giù le mani dal Venezuela”.
Nelle conclusioni, Alan Woods ha
spiegato perché il processo in Venezuela è una vera e propria Rivoluzione e
come milioni di persone comuni facciano politica attivamente tutti i giorni per
trasformare la società. Infine, ha citato l’Economist che ha spiegato che per
essere competitiva l’Italia deve tagliare 500.000 posti di lavoro e ridurre di
un terzo gli stipendi. Il capitalismo italiano è in un declino inesorabile, ma
ciò non avverrà senza una reazione da parte della classe operaia.
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