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Pomigliano
d’arco
Tra incertezze sul proprio futuro lavorativo, promesse di
ogni sorta e tentativi di placare gli animi, all’Avio di Pomigliano d’Arco si
attende con ansia l’esito dell’incontro tra Direzione aziendale, sindacati e
governo, previsto per metà ottobre.
Segnali negativi giungono anche dal sito Avio di Brindisi,
specializzato nella revisione dei motori militari dell’Aereonautica, che riceve
commesse quasi esclusivamente dal Ministero della Difesa, dove circa 600
lavoratori rischiano di scontare a rotazione un anno di Cassa integrazione.
Intanto, a Pomigliano qualche decina di giovani interinali, a cui è
scaduto il contratto agli inizi di ottobre, si è visto rinnovare il contratto
per un solo mese, mentre la Direzione aziendale non rende ancora pubblico un
piano industriale sul futuro di Avio, successivamente all’acquisizione
dell’azienda da parte di Cinven (vedi Falcemartello
n. 185).
In generale il quadro regionale vede negli ultimi anni una crisi
industriale che sta ridimensionando fortemente l’attività produttiva, in alcuni
casi smantellando intere aziende. Ce lo ricordano le vertenze della Ixfin e
della Selfin di Marcianise, della Finmek Access di Santa Maria Capua Vetere,
della Valeo di Pianodardine, per citarne alcune.
Nello stesso sito industriale di Pomigliano, la confinante Fiat auto ha
siglato a fine
settembre un accordo con Fim, Fiom, Uilm, Fismic territoriali e Rsu che prevede
oltre alla messa in mobilità di 300 lavoratori “non più riconvertibili su sistemi industriali, informatici e gestionali
a tecnologia avanzata”, un piano di incentivi volto alla fuoriuscita
“volontaria” dei lavoratori. Inoltre 284 interinali sono già stati lasciati a
casa con la promessa che il 2 gennaio 2007 verranno reinseriti con la formula dell’apprendistato
professionalizzante. È la solita ricetta dei padroni che spremono fino
all’ultima goccia i lavoratori, e in nome della competitività, introducono ogni
sorta di peggioramento attraverso nuove formule di flessibilità, Cassa Integrazione
e licenziamenti.
È inaccettabile che i vertici Fiom si proclamino paladini della lotta
contro il precariato, la Legge 30 e lo stesso pacchetto Treu, quando poi nei
fatti, in cambio di vaghe promesse, sono disposti a svendere i lavoratori!
Ancora una volta quello che sembra valido per le dichiarazioni pubbliche e per
i comunicati stampa non risponde all’azione del sindacato sui territori e nei
luoghi di lavoro.
In questi mesi si sono rivolti numerosi appelli al nuovo governo e in
particolare al
sottosegretario del Prc alle Attività produttive, Alfonso Gianni, ricevendo
risposte vaghe e solidarietà poco utili alla difesa del posto di lavoro. Tutto
ciò a dimostrazione che di fronte ad interessi come quelli in ballo non
esistono “governi amici”.
In Avio i lavoratori hanno dimostrato attraverso le lotte che non sono
disposti a concedere più di quanto abbiano fatto finora. In questo momento la
lotta e l’unità con tutti i lavoratori del comprensorio di Pomigliano rimangono
l’unico strumento utile per strappare la vittoria!
17/10/2006
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