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La crisi la paghino i padroni! Stampa E-mail
Scritto da Francesca Esposito   
Pomigliano d’arco

Tra incertezze sul proprio futuro lavorativo, promesse di ogni sorta e tentativi di placare gli animi, all’Avio di Pomigliano d’Arco si attende con ansia l’esito dell’incontro tra Direzione aziendale, sindacati e governo, previsto per metà ottobre.

Segnali negativi giungono anche dal sito Avio di Brindisi, specializzato nella revisione dei motori militari dell’Aereonautica, che riceve commesse quasi esclusivamente dal Ministero della Difesa, dove circa 600 lavoratori rischiano di scontare a rotazione un anno di Cassa integrazione.

Intanto, a Pomigliano qualche decina di giovani interinali, a cui è scaduto il contratto agli inizi di ottobre, si è visto rinnovare il contratto per un solo mese, mentre la Direzione aziendale non rende ancora pubblico un piano industriale sul futuro di Avio, successivamente all’acquisizione dell’azienda da parte di Cinven (vedi Falcemartello n. 185).

In generale il quadro regionale vede negli ultimi anni una crisi industriale che sta ridimensionando fortemente l’attività produttiva, in alcuni casi smantellando intere aziende. Ce lo ricordano le vertenze della Ixfin e della Selfin di Marcianise, della Finmek Access di Santa Maria Capua Vetere, della Valeo di Pianodardine, per citarne alcune.

Nello stesso sito industriale di Pomigliano, la confinante Fiat auto ha siglato a fine
settembre un accordo con Fim, Fiom, Uilm, Fismic territoriali e Rsu che prevede oltre alla messa in mobilità di 300 lavoratori “non più riconvertibili su sistemi industriali, informatici e gestionali a tecnologia avanzata”, un piano di incentivi volto alla fuoriuscita “volontaria” dei lavoratori. Inoltre 284 interinali sono già stati lasciati a casa con la promessa che il 2 gennaio 2007 verranno reinseriti con la formula dell’apprendistato professionalizzante. È la solita ricetta dei padroni che spremono fino all’ultima goccia i lavoratori, e in nome della competitività, introducono ogni sorta di peggioramento attraverso nuove formule di flessibilità, Cassa Integrazione e licenziamenti.

È inaccettabile che i vertici Fiom si proclamino paladini della lotta contro il precariato, la Legge 30 e lo stesso pacchetto Treu, quando poi nei fatti, in cambio di vaghe promesse, sono disposti a svendere i lavoratori! Ancora una volta quello che sembra valido per le dichiarazioni pubbliche e per i comunicati stampa non risponde all’azione del sindacato sui territori e nei luoghi di lavoro.

In questi mesi si sono rivolti numerosi appelli al nuovo governo e in particolare al
sottosegretario del Prc alle Attività produttive, Alfonso Gianni, ricevendo risposte vaghe e solidarietà poco utili alla difesa del posto di lavoro. Tutto ciò a dimostrazione che di fronte ad interessi come quelli in ballo non esistono “governi amici”.

In Avio i lavoratori hanno dimostrato attraverso le lotte che non sono disposti a concedere più di quanto abbiano fatto finora. In questo momento la lotta e l’unità con tutti i lavoratori del comprensorio di Pomigliano rimangono l’unico strumento utile per strappare la vittoria!

 

17/10/2006 

 
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