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Casette d’Ete (AP) Stampa E-mail
Scritto da Gemma Giusti, Roberta Corvaro   
Casette d’Ete (AP)

L’arroganza dei poteri forti


L’amministrazione comunale di centro destra di Casette d’Ete, un paese del fermano, sta mostrando tutta la propria arroganza. È sempre più evidente che dietro c’è l’ombra dei poteri forti della zona.

Casette d’Ete (AP)

Nemmeno la nascita di un comitato di decine di persone, che per essere un piccolo paese dimostra quanto è straordinaria la protesta, sta, per il momento, fermando la Giunta nella sua scelta di costruire una scuola, distruggendo un campo di calcio e probabilmente anche i giardini pubblici vicini, molto frequentati da bambini, famiglie e giovani.

Naturalmente tutto il comitato sarebbe per principio favorevole alla costruzione di una nuova scuola ma non si capisce perché questo debba avvenire a scapito di uno spazio verde. Scuola, tra l’altro, che in quell’area finirebbe per congestionare enormemente il traffico del paese.

Questo è stato l’ordine del giorno di un’assemblea di massa svoltasi in paese.

Il sindaco, in quella sede, ha ripetuto più volte che non erano nella condizioni di poter dare alcune risposte precise (come ad esempio quale sarebbe il luogo dove avrebbero intenzione di ricostruire un nuovo campo) perchè alcune trattative sono in corso. Avrebbero ritenuto più opportuno conferire con la cittadinanza quando avrebbero potuto presentare un prospetto più preciso, invece sono stati costretti a convocare l’assemblea prematuramente perché “il comitato ci ha tirato per le pennazze”, cioè perchè il paese ha fatto pressioni.

In tutta l’assemblea nessuna delle domande dei presenti ha ricevuto una risposta chiara e soddisfacente da parte del sindaco e persino a proposte alternative vi era una inaccettabile chiusura.

È seguito tutto un suo sproloquio in cui denigrava le nostre rumorose polemiche che, a sentire lui, non servono a nessuno e soprattutto non servono alla comunità. Un dirigente comunale, diceva, deve sentire e capire la volontà della “maggioranza silenziosa” del paese e non solo di chi “fa la voce più grossa”. Da una situazione in cui non c’era niente i cittadini si lamentano appena comincia a starci qualcosa, sosteneva, “come se uno che muore di fame a cui viene offerto un po’ d’affettato, si rifiuti di mangiarlo e pretenda primo secondo e contorno”.

Ad approfondire un po’ la questione, in realtà, emerge qualcosa che non quadra in questa vicenda come i finanziamenti che Della Valle, notissimo imprenditore della zona, verserà per la realizzazione del progetto, a meno che qualcuno non pensi che il signor Della Valle sia diventato un benefattore. Anche su questo il sindaco aveva un’altra opinione e ha attaccato dicendo che ci dimostriamo ingrati nei confronti dell’amministrazione e di Della Valle “che dobbiamo soltanto ringraziare”. In effetti, se a livello nazionale Della Valle, nella campagna elettorale alle ultime politiche, non ha esitato ad attaccare Berlusconi a livello locale “è ringraziato” da tutte le Giunte a prescindere, purtroppo, dal colore politico. Come quando la precedente Giunta a maggioranza di centro sinistra ha permesso la privatizzazione di un tratto di strada dove l’imprenditore risiede oltre che la costruzione di una rotonda funzionale al suo plesso industriale, e soltanto a quello, quando in quella stessa zona c’erano ben altre esigenze già da diversi anni.

Nel dibattito in quell’assemblea non è stato assente un atteggiamento irridente nei nostri confronti, ogni intervento, in particolare quello di noi donne, è stato ridicolizzato. Come quando parlava al suo collega assessore con beata noncuranza di ciò che si diceva dalla platea e rispondeva a chi gli faceva notare, con puntuale polemica, di prestare attenzione al dibattito e rispondeva “ti sento con questo orecchio qui”!

Ci auguriamo che il Comitato continui a lottare, come fatto dall’inizio, contro quest’arrogante politica della Giunta di Casette d’Ete. Dal canto nostro, ci batteremo in modo che il Prc della federazione di Fermo metta molte delle sue forze in questo scontro, perché non siano i poteri forti a decidere ma i cittadini, i giovani e i lavoratori che non vogliono permettere la distruzione del loro paese.

11-07-2006 

 
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