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Giovedì
29 giugno si è conclusa una settimana di mobilitazioni
importanti in Grecia contro la politica scolastica del governo. Il 22
giugno c’è stata una mobilitazione comune di studenti e
lavoratori con uno sciopero generale di tre ore nello stesso giorno.
Ci sono state assemblee di migliaia di studenti con la partecipazione
di qualche sindacalista. L’assemblea ad Atene è stata anche
questa volta molto grande con 25mila partecipanti, principalmente
studenti. Nonostante le università fossero occupate già
da tre settimane, l’ambiente si è mantenuto molto
combattivo.
GRECIA - Prima vittoria del movimento studentesco
Il 27, 28 e 29 luglio gli studenti hanno anche
organizzato una grossa protesta di fronte al Parlamento mentre i
deputati stavano discutendo i cambiamenti proposti alla Costituzione
che permetterebbero ai privati di gestire le università. Hanno
anche organizzato un’altra assemblea fuori dal summit dell’Oosa,
il centro di strategia internazionale del capitale, che discuteva del
sistema scolastico oggi “nell’era della libera economia”.
Durante queste mobilitazioni ancora una volta gli
studenti hanno avuto l’opportunità di comprendere la vera
natura dello stato borghese, con attacchi brutali da parte della
polizia contro i giovani manifestanti pacifici.
Dopo queste manifestazioni le assemblee
studentesche hanno deciso di fermare le mobilitazioni per ora e
preparsi a lanciare una nuova lotta contro il governo a settembre.
Gli studenti sentono di aver raggiunto una prima
vittoria, con la decisione del governo di congelare il provvedimento
sull’istruzione, ma come gli studenti della tendenza marxista hanno
spiegato durante le assemblee, questa è solo la prima
battaglia. Il governo sta cercando di prendere tempo chiedendo il
“dialogo”. In realtà con l’aperto sostegno dei vertici
del Pasok, che sono in disaccordo con il governo solo sul modo con il
quale ha gestito la situazione, a settembre il governo tornerà
all’attacco con la stessa legge reazionaria che è stata al
centro delle mobilitazioni. Questa legge abolisce il concetto di
asilo nelle università dando il permesso alla polizia di fare
nei campus quello che vuole. Di fatto è una espulsione degli
studenti provenienti dalla classe operaia dalle università e
spalanca le porte alle università private.
La cosa più è sorprendente è
che la direzione del Pasok in Parlamento ha ancora una volta
annunciato ufficialmente il suo sostegno alle università
private e sembra non curarsi del fatto che i sondaggi lo diano in
calo di uno o due punti percentuali rispetto ad un anno fa nonostante
sia all’“opposizione” da due anni e mezzo.
Conclusioni
politiche e prospettive
Dopo un mese e mezzo di occupazioni delle
università e mobilitazioni di massa, si possono trarre quattro
conclusioni politiche importanti.
La prima è che i giovani, dopo qualche anno
di passività, stanno passando rapidamente all’azione di
massa e in questo processo si stanno spostando a sinistra. Gli
sviluppi recenti indicano piuttosto chiaramente che la maggioranza
della società, il proletariato greco e gli strati più
poveri della società, si stanno preparando a sollevarsi e
lottare contro gli attacchi della classe borghese parassitaria greca.
La seconda cosa è che la gioventù
comunista (Kne) sarà l’organizzazione che più di ogni
altra beneficerà di questo spostamento a sinistra. Al momento
la Kne è l’organizzazione giovanile più grande in
Grecia, con un radicamento fra i giovani lavoratori. Sebbene nella
prima fase della lotta i vertici della Kne avessero adottato una
posizione crumira, la situazione è cambiata rapidamente. Nella
misura in cui la base dell’organizzazione stava prendedo parte
attiva al movimento, i vertici sono stati costretti a cambiare
rapidamente posizione. Ora che la Kne sta sostenendo le
mobilitazioni, i giovani si avvicinano ad essa in quanto la vedono
come una organizzazione forte e credibile nella società greca.
La gioventù del Synaspismos e gli altri
gruppi di sinistra hanno giocato un certo ruolo, ma rimangono forze
molto deboli ed essendo dominate da idee e metodi piccolo borghesi,
non beneficeranno granchè di questo movimento. Dall’altra
parte, la gioventù del Pasok è in crisi profonda. In
realtà non esiste neppure formalemtnte dopo che Papandreu l’ha
chiusa come formazione indipendente. Nelle università
l’organizzazione studentesca del Pasok non ha una linea ufficiale
ed è divisa sui temi centrali.
La terza questione è che i dirigenti del
Gsee (il sindacato confederale greco) avvertiranno molto rapidamente
le pressioni dal basso della loro base affinché organizzino
azioni di massa contro il governo di Karamanlis. Dobbiamo ricordare
che solo l’aprile scorso questi dirigenti hanno firmato un accordo
scandaloso con la Sev (la confindustria greca) che garantisce ben
0,77 euro di aumento salariale al giorno. Questo è stato il
loro modo di porre fine a grande movimento che si era sviluppato lo
scorso marzo contro il governo. Il nuovo presidente della Gsee,
Yiammis Panagopoulos, un ex-trotskista burocrate del Paske (il fronte
del Pasok nella Gsee) nell’immediato futuro sarà sottoposto
a forti pressioni. Abbiamo potuto vedere questo quando la stessa
vecchia direzione del Gsee è stata costretta a convocare uno
sciopero generale in solidarietà con gli studenti, anche se
solo di 3 ore.
Ultima considerazione, ma non meno importante è
che la mobilitazione degli studenti francesi nel maggio scorso non è
stata una eccezione in Europa. Il movimento studentesco greco ci ha
dato un’idea di quello che potrà essere il futuro in altri
paesei europei. Sarà un futuro di movimenti di massa di
giovani, insieme ai lavoratori contro le politiche del capitalismo.
I
sostenitori della tendenza marxista raccolti attorno alla rivista
Marxistiki Foni dopo queste mobilitazioni hanno fatto molta
esperienza e hanno guadagnato il sostegno e la simpatia di centinaia
di giovani attivisti. Marxistiki Foni, a solo un anno e mezzo
dalla sua nascita, è ora una rivista ben conosciuta,
soprattutto fra settori della gioventù comunista e questo ci
mette nella posizione migliore per lottare per la causa della
rivoluzione socialista in Grecia.
1 luglio 2006
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