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Cile. Scuole ed università in lotta Stampa E-mail
Scritto da Sergio Gonzales   
 

A centinaia di migliaia gli studenti medi ed universitari sono scesi in piazza a più riprese a difesa dell’educazione pubblica. Le mobilitazioni avevano al centro la richiesta di un’istruzione uguale per tutti e di qualità, opponendosi ad un sistema che emargina la maggior parte della popolazione studentesca e specialmente i figli dei lavoratori.


Le rivendicazioni iniziali esigevano la gratuità del trasporto pubblico per gli studenti e la revisione della durata della giornata scolare, che ora dura otto ore e mazza. Rapidamente gli studenti sono passati a chiedere la gratuità della prova d’ingresso all’università (Psu) e lo stralcio della Legge organica costituzionale dell’educazione (Loce), uno degli ultimi atti dell’era Pinochet. Un chiaro sviluppo della coscienza si è verificato quando gli studenti, con l’intento di collegarsi al movimento operaio, hanno rivendicato l’aumento del salario minimo per tutti i lavoratori.

La Loce introduce la possibilità che le scuole vengano date in gestione ai privati o ai comuni e promuove la nascita di nuovi istituti privati, che già oggi sono la maggioranza, con sussidi statali per ogni alunno che desidera frequentarle. Suona tutto molto familiare per gli studenti di tanti altri paesi…

Il nuovo governo Bachelet, prodotto della voglia di cambiamento delle masse, è fin dall’inizio sottoposto a pressioni opposte. Dapprima ha risposto alle proteste con la repressione poi si è dimostrato disposto al negoziato, rimuovendo i comandanti dei carabinieri maggiormente implicati nella repressione.

Alla fine il governo ha ceduto sul trasporto gratuito e sulla Psu. I festeggiamenti da parte del movimento studentesco sono stati immediati: la lotta è stata temporaneamente sospesa, ma il processo di privatizzazione dell’educazione pubblica e le cause di fondo della crisi rimangono intatte.

Il modello cileno, presentato come esempio di sviluppo per i paesi dell’America Latina approfondisce le disuguaglianze e aumenta la povertà, attraverso la privatizzazione di tutti i servizi sociali. Di recente si sono privatizzati i fondi pensione e il nuovo sistema lascia un 50% dei lavoratori fuori da ogni trattamento pensionistico. Anche perché è il mondo del lavoro ad essere totalmente precarizzato, con l’80% dei lavoratori dipendenti senza diritto di sciopero e senza assistenza sociale.

Come più volte è successo nella storia, gli studenti cileni hanno intrapreso per primi la via della lotta, suscitando grandi simpatie fra la popolazione. Il movimento op

11-07-2006 


 
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