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A centinaia di migliaia gli
studenti medi ed universitari sono scesi in piazza a più
riprese a difesa dell’educazione pubblica. Le mobilitazioni avevano
al centro la richiesta di un’istruzione uguale per tutti e di
qualità, opponendosi ad un sistema che emargina la maggior
parte della popolazione studentesca e specialmente i figli dei
lavoratori.
Le rivendicazioni iniziali esigevano la gratuità
del trasporto pubblico per gli studenti e la revisione della durata
della giornata scolare, che ora dura otto ore e mazza. Rapidamente
gli studenti sono passati a chiedere la gratuità della prova
d’ingresso all’università (Psu) e lo stralcio della Legge
organica costituzionale dell’educazione (Loce), uno degli ultimi
atti dell’era Pinochet. Un chiaro sviluppo della coscienza si è
verificato quando gli studenti, con l’intento di collegarsi al
movimento operaio, hanno rivendicato l’aumento del salario minimo
per tutti i lavoratori.
La Loce introduce la possibilità che le
scuole vengano date in gestione ai privati o ai comuni e promuove la
nascita di nuovi istituti privati, che già oggi sono la
maggioranza, con sussidi statali per ogni alunno che desidera
frequentarle. Suona tutto molto familiare per gli studenti di tanti
altri paesi…
Il nuovo governo Bachelet, prodotto della voglia
di cambiamento delle masse, è fin dall’inizio sottoposto a
pressioni opposte. Dapprima ha risposto alle proteste con la
repressione poi si è dimostrato disposto al negoziato,
rimuovendo i comandanti dei carabinieri maggiormente implicati nella
repressione.
Alla fine il governo ha ceduto sul trasporto
gratuito e sulla Psu. I festeggiamenti da parte del movimento
studentesco sono stati immediati: la lotta è stata
temporaneamente sospesa, ma il processo di privatizzazione
dell’educazione pubblica e le cause di fondo della crisi rimangono
intatte.
Il modello cileno, presentato come esempio di
sviluppo per i paesi dell’America Latina approfondisce le
disuguaglianze e aumenta la povertà, attraverso la
privatizzazione di tutti i servizi sociali. Di recente si sono
privatizzati i fondi pensione e il nuovo sistema lascia un 50% dei
lavoratori fuori da ogni trattamento pensionistico. Anche perché
è il mondo del lavoro ad essere totalmente precarizzato, con
l’80% dei lavoratori dipendenti senza diritto di sciopero e senza
assistenza sociale.
Come più volte è successo nella
storia, gli studenti cileni hanno intrapreso per primi la via della
lotta, suscitando grandi simpatie fra la popolazione. Il movimento
op
11-07-2006
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