Il movimento studentesco avanza
Giovedì 15 giugno c’è stata una nuova massiccia
mobilitazione degli studenti in Grecia. Ad Atene e Salonicco ci sono state
imponenti manifestazioni contro le politiche del governo per l’istruzione, alle
quali hanno partecipato circa 50000 persone.
Proprio due giorni prima dello svolgimento delle manifestazioni il governo ha
ufficialmente annunciato il “congelamento” del disegno di legge
sull’Università. Con questo provvedimento il governo di destra di Nuova
Democrazia hal’obiettivo di privatizzare le università ponendo alla loro testa
dei managers, senza alcun potere decisionale degli studenti. Il congelamento è
chiaramente una manovra del governo, un tentativo di confondere il movimento
degli studenti e di guadagnare tempo. Comunque questo non sarà sufficiente per
salvare l’esecutivo.
Gli studenti non
si sono fatti ingannare dal governo. Hanno organizzato assemblee di massa per
discutere e decidere quale sarebbe stato il passo successivo ed hanno respinto
a grande maggioranza la manovra del governo. Hanno fatto capire molto
chiaramente che la lotta non finirà se il governo non abbandonerà i suoi
progetti per cambiare la costituzione e permettere la formazione di università
private. Lo slogan più importante ripetuto durante le grandi assemblee ed anche
durante la manifestazione di Atene è stato “il fiume non torna indietro”. Con
questo vogliono dire che la grande ondata di occupazioni e dimostrazioni non si
fermerà ma, al contrario, aumenterà nei prossimi giorni.
La realtà è che
c’è una grande simpatia per gli studenti tra la popolazione in Grecia,
soprattutto nel movimento operaio. Sotto la pressione di questa simpatia della
gente verso il movimento, la polizia ha dovuto cambiare la propria tattica. In
questa occasione la polizia ha avuto un atteggiamento molto “tenero” e non ha
provocato gli studenti.
Nelle assemblee
era evidente l’effetto che un movimento così grande ha avuto sulle coscienze
dei giovani. Questo si rifletteva nell’influenza esercitata dalle varie forze
politiche. Il fronte studentesco (moderato) DAF-NDFK è emerso come fortemente
isolato e in tutte le assemblee le loro proposte –che puntavano a far finire il
movimento- hanno avuto meno del 10% dei voti. Questo rappresenta un cambiamento
drastico perché lo scorso aprile alle elezioni studentesche il DAF-NDFK aveva
ottenuto un impressionante 46% dei voti, mentre il PKS (vicino al Partito
Comunista), l’EAAK (federazione di vari gruppi di sinistra) e il DIKTIO
(l’organizzazione vicina al Synaspismos) –cioè le forze che adesso sono alla
testa del movimento- avevano preso rispettivamente il 14%, il 9% e il 4,5%.
Bisogna anche
ricordare che l’organizzazione studentesca del Pasok, dopo che la direzione del
partito aveva sciolto la gioventù del Pasok (senza alcuna reazione da parte dei
suoi componenti), aveva ricevuto circa il 26% dei voti in queste elezioni.
L’organizzazione studentesca del Pasok adesso è divisa e in crisi, dopo avere
pubblicamente preso posizione contro il movimento. In questo momento il numero
di facoltà universitarie occupate è salito a 400.
La cosa più
importante è che gli studenti hanno capito la necessità di collegare le proprie
lotte a quelle dei lavoratori. Lo scorso mercoledì si è verificato un
avvenimento molto significativo. Il comitato di coordinamento dello sciopero
degli studenti si è recato presso la sede nazionale del GSEE (il sindacato
greco) ed ha chiesto ai dirigenti di dare l’appoggio ufficiale del movimento
operaio alla lotta degli studenti. Dopo questo incontro l’esecutivo del GSEE ha
convocato un’astensione generale dal lavoro di 3 ore per il giovedì successivo.
Ha anche accettato di partecipare all’organizzazione della prossima grande
manifestazione nazionale degli studenti, che avrà luogo lo stesso giorno.
Questo riflette la grande pressione dei lavoratori che sostengono fortemente la
lotta delle loro figlie e figli contro il governo borghese e le sue azioni
violente contro gli studenti.
Un sondaggio
d’opinione recentemente pubblicato da un autorevole giornale borghese,
“Eleftherotypia”, fa chiaramente vedere l’enorme livello di simpatia esistente
fra i lavoratori per la lotta degli studenti: il 57,4% ha detto di essere
contro l’istituzione di università private; il 65% ha detto che la polizia non
deve usare la violenza contro gli studenti; il 62% degli intervistati ha detto
di essere favorevole all’occupazione delle università.
La
tendenza marxista greca sta intervenendo attivamente in questo movimento con
un’edizione speciale di Marxistiki Foni
e -nelle assemblee studentesche- sta portando avanti con insistenza l’idea di
un fronte unico tra studenti e lavoratori in difesa dell’istruzione pubblica.
Sta anche collegando questa rivendicazione al bisogno di un nuovo governo di
sinistra che deve difendere gli interessi dei lavoratori e dei giovani. I
nostri slogan stanno trovando sempre maggiore risonanza tra molti dei giovani
attivisti politicamente più avanzati; questo ci dà più fiducia nel continuare
la battaglia per le idee del marxismo rivoluzionario in Grecia.
12 giugno 2006
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