Organizzarsi per fare come in Francia!
Domenica 7 maggio, si è tenuta a Bologna, la riunione del coordinamento
nazionale del comitato in difesa della scuola pubblica (Csp) e del
coordinamento studentesco universitario (Csu). L’obbiettivo di questa riunione,
nasceva da una necessità oggettiva: fare un bilancio delle mobilitazioni
studentesche di quest’anno, analizzare le conseguenze del cambiamento di
governo per porre le basi su cui rilanciare, nella maniera più efficace, l’intervento
nelle scuole e nelle università.
La discussione iniziale, sulle prospettive politiche, non poteva che
partire dal cambiamento di fase dovuto alla presenza al governo della
coalizione di centrosinistra e di cosa questo significhi concretamente sul
campo studentesco. In particolare, questo risultato elettorale, dove il
“pericolo della destra” non è stato risolto, verrà probabilmente utilizzato per
giustificare politiche ultramoderate, anche nel campo dell’istruzione. La situazione
oggettiva, come sottolineato in vari interventi, non permette di certo grandi
margini di manovra: non dovrà passare
molto tempo perché i nodi vengano al pettine in scuole e università.
In questi campi, 20 anni di continui attacchi al diritto allo studio,
all’interno dei quali l’azione della Moratti ha rappresentato solo l’ultimo
capitolo, hanno portato le scuole e le università allo sfascio. L’elemento su
cui si è ragionato è la totale continuità, in particolare nel taglio dei
finanziamenti, tra governi di centro-destra e di centro-sinistra: un sonoro
campanello d’allarme per l’immediato futuro!
Abbiamo analizzato il programma dell’Unione nelle sue varie sfaccettature,
(per un’analisi dettagliata si veda l’articolo pubblicato su FalceMartello andare fino in fondo nella strada di
privatizzazione del sistema formativo. n° 189) non riproporremo
qui l’articolata riflessione, tuttavia è importante sottolinare il senso
generale di quel programma, in materia di istruzione; l’obbiettivo è
Il compito di chi, come noi, non vuole mercanteggiare il diritto allo
studio in nome di una logica concertativa, non è quello di seminare pericolose
illusioni sul ruolo della nuova coalizione al governo, ma semplicemente
spiegare le cose come stanno. Non si può di certo escludere che possano essere
gli studenti tra i primi a mobilitarsi. Il compito che il Csp e il Csu si
prefiggono è di accompagnare la presa di coscienza degli studenti, passo dopo
passo, offrendo una chiara prospettiva: non esiste nessun governo “amico” che
risolva magicamente le problematiche
degli studenti, le conquiste che ci spettano le potremo raggiungere soltanto
con una lotta di massa.
Nel secondo punto in discussione la riflessione si è concentrata rispetto a
come dare gambe nell’attività concreta alle idee emerse nella discussione oltre
che su un bilancio dell’attività svolta.
Da questa discussione, l’obbiettivo condiviso è quello di rilanciare
l’intervento con la necessaria flessibilità tattica, visti i contesti
estremamente differenti da una zona all’altra,
ma con l’assoluta fermezza nei contenuti, lavorando per poter far fare un salto
di qualità alle prossime lotte studentesche, superando limiti come la mancanza
di coordinamento, l’assenza di un programma chiaro per non limitarsi alla
semplice testimonianza di dissenso, ma per “andare fino in fondo” come fatto
dagli studenti francesi.
Alcuni accordi presi sono significativi: innanzitutto trasformare il sito
del Csp-Csu in un vero e proprio “organizzatore
collettivo”, a partire da un aggiornamento puntuale. Inoltre organizzeremo in
autunno una nuova conferenza programmatica, aggiornando così i documenti e
rilanciando le strutture.
Assieme a questi obbiettivi per la nuova stagione studentesca, si è
discusso anche sull’importanza di portare avanti le nostre idee non solo nei
luoghi di studio, ma nelle discussioni all’interno delle organizzazioni
tradizionali della sinistra. Nel prossimo periodo nell’organizzazione giovanile
di Rifondazione Comunista, i Giovani Comunisti, di cui molti attivisti del Csp
e del Csu fanno parte, ci sarà una conferenza con numerose discussioni su quale
dev’essere il ruolo dei Gc. Consapevoli dell’importanza che la scelta di campo
di un’organizzazione come questa può avere, daremo battaglia perché le ragioni
delle lotte studentesche non vengano sacrificate nel nome dell’appartenenza
alla coalizione di governo.
5 giugno 2006
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