Si scrive
ATO si legge PRIVATO
Da diversi mesi dalle
scale della Provincia Regionale di Messina e da altri pulpiti occasionali si
grida alla città di prestare attenzione, che i “vertici” delle istituzioni
messinesi tramano la privatizzazione del servizio idrico integrato, vale a dire
la privatizzazione dell’acqua, diritto fondamentale ed inalienabile che tale
deve restare sempre ed ovunque ai fini della nostra stessa sopravvivenza.
Alla base delle denunce semplicemente la
capacità di leggere tra le righe l’equazione ACQUA = ORO BLU. È la stessa
formula che hanno ben presente i padroni delle multinazionali che attraverso il
Wto, la Banca Mondiale, la direttiva Bolkestein dell’Ue, meglio e prima di
chiunque altro sanno individuare i settori che possono essere colonizzati per
produrre profitti a scapito delle classi subalterne: trasporti, sanità,
istruzione, rifiuti, l’acqua. Semplicemente perchè sono servizi di cui tutti
usufruiamo, di cui nessuno può fare a meno. E allora rappresentano la migliore
forma di guadagno e sopraffazione in una società capitalista e votata al
liberismo che, proprio per gli scopi prefissi, mai potrà dare voce agli ultimi
e alle classi più deboli.
L’80% dei Consigli Comunali
del messinese nel mese di giugno si è espresso a favore della gestione pubblica
dell’acqua, grazie anche ad un grande lavoro di informazione ai cittadini e ai
sindaci stessi che va riconosciuto al nodo locale della Rete Lilliput. La
nomina del Commissario da parte della banda Cuffaro a ridosso delle elezioni
regionali, le sue immediate dichiarazioni sull’emanazione del bando di gara per
l’individuazione di un gestore privato (prima ancora di incontrare i sindaci!)
a fronte della delibera di giugno con cui si approvava la costituzione di una
società pubblica si rivelano segnali di intimidazione e repressione di scelte
operate democraticamente, e non possono
e non devono essere considerate “legittime”!
Abbiamo già vissuto sulla
nostra pelle l’esperienza di Messinambiente (esempio fallimentare di gestione
mista pubblico-privato del servizio rifiuti). Tanti messinesi speravano che non
si ripercorresse una strada già battuta, che la nostra acqua non venisse
trattata come la nostra spazzatura. Sappiamo però che non è sui rappresentanti
istituzionali che possiamo contare per ottenere un esito vittorioso della
nostra lotta; le azioni dei sindaci possono solo, eventualmente, posticipare il
problema, ma i grossi gruppi di potere che vogliono ottenere un determinato
risultato a loro vantaggio prima o poi
fanno capolino vittoriosi battendo questa o quest’altra strada.
L’unica via è la
mobilitazione cosciente e paziente dei lavoratori, dei precari, dei
disoccupati, di tutte le classi che subiranno in prima persona e nella maniera
più grave gli aumenti delle tariffe e i disservizi.
Chi pensa che un privato
gestisca un bene meglio di un pubblico sbaglia ed ignora casi come Aprilia,
Arezzo, Orvieto ed altri focolai di lotta in Italia e nel mondo che ci
insegnano come il privato trasformi un diritto fondamentale e vitale in merce
lucrando su di essa, distribuendola non secondo le necessità ma secondo la
logica del guadagno, imponendo aumenti vertiginosi (300% ed oltre), tagliando
il servizio a chi non potrà permetterselo.
Chiaramente i media
locali e nazionali oscurano la realtà, celando il filo che unisce tutte le
realtà di lotta che a livello mondiale risultano unite nella Dichiarazione congiunta dei movimenti in
difesa dell’acqua, svilendo le argomentazioni e nascondendo i risultati
catastrofici di Messinambiente, celati dietro i colori sfavillanti di un paio
di nuove aiuole ed isole ecologiche impiantate da un ente “rilanciato” come ATO
3 (Ambito Territoriale Ottimale, l’ente che gestisce il servizio idrico e dei rifiuti),
e tacendo sull’incuria con la quale sono stati gestiti i rifiuti in questi
anni.
Ora più che mai è il
momento della mobilitazione; è importante porre l’accento sul fatto che solo la
nazionalizzazione sotto il controllo dei lavoratori delle risorse idriche può
essere garanzia di servizio efficiente, acqua pulita dai nostri rubinetti e
gratuità del servizio! È importante che le lotte coinvolgano chi rappresenta
una vittima ideale per le mire capitaliste: anziani, studenti, precari,
immigrati, lavoratori, disoccupati. È ora di porre fine, in Sicilia come nel
resto d’Italia, al meccanismo dei “commissariamenti”, che altro non sono se non
reiterati tentativi di sopraffazione della volontà e della dignità dei
cittadini!
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