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Scritto da Jacopo Estevan Renda   

Nasce il Fronte rivoluzionario delle fabbriche occupate (Freteco)

 

In seguito all’incontro latinoamericano della fabbriche che producono sotto controllo operaio, grazie all’azione della Corrente Marxista Rivoluzionaria (Cmr) presente in varie aziende tra cui l’Inveval di cui esprime il presidente (il compagno Jorge Paredes), nel mese di febbraio è nato in Venezuela il Fronte Rivoluzionario dei lavoratori delle fabbriche occupate e in cogestione (Freteco).

 

L’obbiettivo dichiarato del Freteco è unire i lavoratori delle aziende occupate e in cogestione in difesa del processo rivoluzionario, contro il sabotaggio dell’imperialismo dei capitalisti e della burocrazia.

Nella riunione di fondazione svoltasi nell’Inveval, una delle fabbriche avanguardia di questo processo, uno dei temi principali affrontati è stato quello di unire la lotta per fare avanzare la cogestione nella direzione del controllo e della gestione operaia ponendola come base per tutta l’economia venezuelana. Assieme a questo il Fronte ha indicato come decisiva nel prossimo periodo la battaglia per la rielezione del Presidente Chávez (soprannominata battaglia di Santa Ines).

Decine di aziende occupate e in cogestione hanno aderito all’Appello dei lavoratori dell’Inveval e dell’Invepal (ex Venepal). Tra queste le cooperative San Miguel, Sertec, Teconoger, Tormerema di Charallave e Produzione Industriale di Moldes oltre all’azienda tessile Sel-fex occupata da dicembre, della quale i lavoratori chiedono al presidente Chávez l’esproprio. 

Durante l’assemblea è arrivato il messaggio dei lavoratori dell’Invetex in lotta contro i dirigenti del Ministero dell’Economia Popolare che ha portato avanti una strana forma di cogestione tra i lavoratori e il padrone Mishkin, con il risultato che la fabbrica non ha mai ricominciato la produzione. È chiaro che l’unica proposta per uscire dall’impasse è quella proposta dai lavoratori dell’Invetex e dal Freteco, cioè la nazionalizzazione sotto il controllo operaio.

Il coordinamento di queste realtà operaie in lotta è un primo passo importante visto che, come ricordato anche da Chávez nel giugno 2005, in Venezuela ci sono oltre 800 aziende chiuse e oltre 1100 in crisi.

Il Fronte ha deciso di organizzarsi secondo la migliore tradizione del movimento operaio, decidendo delegati eleggibili e revocabili nelle assemblee dei lavoratori e un coordinamento nazionale.

La fase che attraversa la rivoluzione venezuelana impone passi avanti e una chiara collocazione all’avanguardia del processo da parte della classe operaia. 

È per questo che la lotta per una vera gestione operaia della fabbriche, che renda l’assemblea dei lavoratori il luogo in cui si prendono le decisioni chiave è uno degli obbiettivi del Fronte. Infatti la burocrazia riformista lavora costantemente a svuotare la cogestione del suo contenuto rivoluzionario, trasformando la gestione e il controllo operaio in un semplice cooperativismo nel quale il 51% della cooperativa è in mano allo stato e solo il 49% ai lavoratori. 

Dopo avere organizzato un spezzone nella ormai tradizionale manifestazione del 1°maggio organizzata dall’Unione Nazionale dei Lavoratori (Unt) a Caracas,  che ha visto una marea rossa di centinaia di migliaia di persone invadere le strade della capitale venezuelana, tra i primi impegni del Freteco c’è stata la campagna per l’esproprio dell’industria tessile Sel-Fex.

Il 12 maggio un corteo di centinaia di lavoratori al grido di “Arriba el socialismo, Fuera el capitalismo” “Aquí están , estos son, los obreros sin patrón” “Uh! Ah! Poder popular” e “Uh! Ah! Chávez no se va” è arrivato sotto l’Assemblea Nazionale per chiedere la nazionalizzazione sotto il controllo operaio, a partire dalla Sel-Fex, di tutte le oltre 1900 aziende chiuse o in  crisi.

La prossima tappa sarà il Congresso Nazionale dell’Unt che si svolgerà il 25-26 -27 maggio. In questa importante assise il Freteco assieme alla Cmr sosterrà all’interno del sindacato bolivariano  la necessità ineluttabile di porre al centro della strategia dell’Unt l’occupazione delle aziende abbandonate e l’esproprio sotto il controllo operaio, lottando apertamente contro ogni concezione gradualista ed attendista.

Come dimostrano le recenti occupazioni di varie aziende tre cui Mavesa, Maderera San Juan, Sanitarios Maracay, Gotcha, Gamma, la Centrale Zuccherifera di Yaracuy, Ajeven, il peso del movimento operaio nella rivoluzione bolivariana è in crescita costante. È per questo che un primo passo come il coordinamento  dei lavoratori delle fabbriche occupate e in cogestione è decisivo per fare in modo che i lavoratori diventino sempre più protagonisti della rivoluzione e del suo approfondimento giocando un ruolo di direzione in tutto il processo. Siamo certi che i nostri compagni della Corrente Marxista Rivoluzionaria continueranno ad essere in prima fila in questo percorso.

 

5 giugno 2006 

 
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