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L’evoluzione del socialismo dall’utopia alla scienza - F. Engels Stampa E-mail
Scritto da La redazione di Falce Martello   

Il libro sarà disponibile al prezzo di 5 euro a partire dal 20 aprile

 

Pubblichiamo uno stralcio dell’Introduzione di Alessandro Giardiello

L’evoluzione del socialismo dall’utopia alla scienza si basa su tre capitoli del più corposo AntiDühring, che Engels scrisse nel 1878 a scopi polemici, contro le concezioni riformiste del professor Dühring (…)


Nonostante la sua brevità è un testo che espone con chiarezza e lucidità quel metodo di indagine storico e filosofico che Marx ed Engels avevano elaborato congiuntamente fin dalla seconda metà degli anni ’40.


Il libro ebbe grande fortuna a suo tempo e secondo Kautsky rappresentò una sorta di Vangelo del movimento socialista. In effetti migliaia di quadri ed attivisti del movimento operaio, che mai lessero il Capitale e le altre opere di Marx ed Engels, si formarono teoricamente nella lettura e nello studio di questo libro (…)


La concezione materialista della storia viene efficacemente esposta nell’Evoluzione, che ripercorre le tappe che avevano condotto alla formazione del pensiero rivoluzionario e socialista. Secondo Engels i primi utopisti erano in un certo senso “giustificati” dai limiti della loro epoca. Il proletariato era ai suoi primi passi e non c’erano le basi materiali per un’elaborazione scientifica del socialismo. C’era dunque uno spazio oggettivo per l’utopia. Molto meno giustificati furono Dühring e coloro che in seguito si inseriranno in quella scia (…)


Il ruolo rivoluzionario del proletariato non è determinato soggettivamente, come sostenevano Dühring e i socialisti utopici, ma dalla stessa logica della produzione capitalistica, che da un lato tende ad abbrutire la condizioni dei lavoratori e provoca il loro crescente impoverimento, ma dall’altro, allargando sempre più il carattere sociale della produzione, finisce coll’affermare il ruolo centrale della classe operaia nel processo di produzione e quindi prepara da sè stessa la propria fine, o meglio, il proprio superamento. (…)


In sintesi, l’Evoluzione avanza l’idea che il movimento comunista è un movimento reale di lavoratori, che coscientemente agisce per accelerare soggettivamente, attraverso la lotta di classe, il carattere oggettivo delle “contraddizioni” del capitalismo. (…)


Nel Terzo capitolo dell’Evoluzione il “secondo violino” di Marx si scaglia invece contro la concezione riformista di Dühring che non vedeva il problema nel modo di produzione capitalistico, ma nella distribuzione, lasciando credere che attraverso una pressione delle classi subalterne potesse esserci in un regime capitalista una diversa distribuzione. (…)


Quando parliamo di utopia nei giorni nostri non possiamo che riferirci in primo luogo ai teorici del “Terzo settore”. A Marco Revelli su tutti che nel suo libro Oltre il novecento respinge il marxismo che, a suo dire, si fonderebbe sulla fiducia in uno “spontaneo processo di evoluzione dell’economia e della tecnologia”.


Servendosi di questa falsa premessa Revelli liquida il marxismo negandone un presupposto fondamentale e cioè il legame esistente tra la storia e lo sviluppo delle forze produttive.


Non molto diversamente Dühring riteneva oltre un secolo prima che fossero le forze politiche e sociali, e non i rapporti di produzione, il motore decisivo della storia.


È sconfortante vedere come “idee vecchie”, oggetto di polemiche che sembravano risolte ritornino a galla, spesso pretendendo di rappresentare delle grandi novità, ogni qualvolta la lotta di classe attraversa una fase di riflusso.


Se Revelli è il frutto dei difficili anni ’80 e ’90, così Dühring era il prezzo pagato dal movimento per la sconfitta della Comune di Parigi, la prima rivoluzione proletaria che venne schiacciata nel sangue e nella quale persero la vita 30mila operai parigini, il fior fiore della classe operaia dell’epoca.


Oggi il peso di intellettuali come Revelli è meno importante rispetto agli anni ‘90 e questo certamente ha qualcosa a che vedere con il vento nuovo che soffia da qualche anno a questa parte e il conseguente cambiamento dei rapporti di forza a favore del proletariato, processo particolarmente evidente in America Latina.


Resta il fatto che nel movimento contro la globalizzazione capitalista e in buona parte dei partiti comunisti a livello mondiale (a partire da Rifondazione Comunista) mantengono intatta la loro influenza quelle idee soggettiviste, irrazionali e misticheggianti che hanno in Revelli uno dei principali teorici.


Non a caso Oltre il Novecento è stato definito dal compianto Luigi Pintor “il libro più organicamente anticomunista mai letto”. Correttamente, segnalava Pintor, le idee aliene che provengono dal movimento sono le più nocive, le più pericolose e rischiano di provocare i danni peggiori.


È ai militanti impegnati nel movimento che dedichiamo questo opuscolo di Engels convinti come siamo che libri come L’evoluzione del socialismo dall’utopia a la scienza non sono “pezzi di antiquariato” ma strumenti assolutamente utili nella lotta politica quotidiana.

12 Aprile 2006 

 
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