Home arrow Giovani in lotta arrow Scuola arrow A Udine i carabinieri entrano nelle scuole
Prossime iniziative
Menu
Home
Rifondazione Comunista
Politica Italiana
Movimento operaio
Giovani in lotta
Internazionale
America Latina
Venezuela
Teoria marxista
Economia
Scienza ed Ambiente
Storia e Memoria
Antifascismo
Movimento Noglobal
Immigrazione
Donne e Rivoluzione
Tutto il resto...
Archivio numeri FM
Link
Iniziative
Mailing list
Iscriviti alla nostra mailing list
L'ultimo numero di FM
fm210_small
Festa Rossa 2007
webtv
Articoli correlati
testataG
A Udine i carabinieri entrano nelle scuole Stampa E-mail
Scritto da Irene Cecotti (Csp Udine)   

Lunedì 5 dicembre, carabinieri in borghese con tanto di cani antidroga sono entrati nelle classi di sette istituti superiori udinesi. Le lezioni sono state interrotte per permettere che i cani annusassero uno ad uno i nostri zaini nell’ansiosa ricerca di droga, che ha portato all’arresto di una decina di ragazzi. Sembra che l’operazione sia partita in seguito all’arresto di alcuni spacciatori che avevano contatti con degli studenti e da controlli che duravano ormai da un anno; ad ogni modo i carabinieri non hanno perso l’occasione per ampliare il loro tour.

Forse i carabinieri non hanno nulla di meglio da fare? O forse l’obbiettivo era anche quello di riaffermare la propria autorità intimorendo gli studenti e facendo passare tra le righe il messaggio che siamo tutti tenuti d’occhio, trasformando così le aule da luoghi di studio in ambienti sotto controllo.

In una situazione del genere non ci meraviglia la reazione dei presidi-manager contenti di poter suggerire ai carabinieri qualche classe in più in cui andare, magari speranzosi di sbarazzarsi di qualche studente particolarmente attivo politicamente. Le stesse dichiarazioni dei dirigenti scolastici apparse sulla stampa locale - ”è un atto giusto e normale” - possono dare un’idea del loro atteggiamento.

Gli studenti al contrario sono rimasti sconcertati dal vedersi i cani girare per i corridoi delle proprie scuole. Come Csp siamo intervenuti con un volantino, spiegando l’inutilità di una politica del genere che, in linea con le decisioni del governo, sceglie la repressione al posto della prevenzione. Il problema della droga è un problema sociale, dimostrato dal fatto che la diffusione di stupefacenti è aumentata in concomitanza con l’aumento dei ritmi di studio e di lavoro, con l’aumento della precarizzazione e della disoccupazione. Questi sono i problemi da risolvere! Un reale tentativo di risoluzione del problema deve consistere un un intervento nel campo dei tempi e della qualità dello studio e del lavoro; con la consapevolezza che l’uso di droghe non è slegato dal sistema economico e sociale in cui queste sostanze vengono consumate, e che solo cambiando la società il problema potrà essere risolto.

20-12-2005 

 
< Prec.   Pros. >