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A Udine riprende la lotta Stampa E-mail
Scritto da Irene Cecotti (Csp Udine)   

Anche a Udine il Csp si è mobilitato lanciando nella data del 19 ottobre una manifestazione a livello locale contro l'approvazione della "riforma" Moratti.

Sono stati 400 circa gli studenti scesi in piazza in questa data, studenti in gran parte giovanissimi (di prima e seconda superiore e delle medie), ma estremamente combattivi. Durante il corteo è stato ribadito ribadito un secco No all'autonomia scolastica e a questa riforma; di cui anche nella nostra tanto "prospera" regione subiamo le disastrose conseguenze. Alla fine del corteo abbiamo distribuito dei questionari per capire quali sono i problemi più sentiti nelle scuole. L'obbiettivo è di organizzare prossimamente un'assemblea pubblica per affrontare il nesso tra i problemi che gli studenti vivono ogni giorno e le controriforme portate avanti a livello nazionale.

Molti ragazzi sono stati incuriositi dai questionari, e alcuni ci hanno dato la disponibilità per distribuirli nelle loro scuole. Per ora da questa inchiesta e dalle opinioni di molti studenti in piazza, fortemente sentite, risultano, oltre a dei costi di studio quasi inaccessibili, le conseguenze dell'autonomia scolastica, introdotta dal precedente governo di centrosinistra. L'autonomia riduce la scuola ad un'impresa costretta a trovarsi da sé i fondi, o attraverso l'aumento delle tasse d'istituto, o con l'ingresso delle aziende nelle scuole; la scuola-impresa è guidata da un preside-manager che esercita tutto il suo autoritarismo. Ci sono stati casi, come al liceo Stellini di Udine, in cui la preside, in occasione di alcune mobilitazioni ha minacciato sanzioni disciplinari verso gli studenti che vi avessero preso parte. Questi sono i presidi che ci troviamo nelle scuole, non molto diversi dai padroni che, se avremo la fortuna di trovare un posto di lavoro una volta diplomati, ci troveremo nelle aziende; in entambi i casi siamo posti sotto costanti minacce per farci chinare il capo.

Nonostante questo gli studenti non si sono lasciati intimorire e la loro partecipazione è stata generosa, come ci auguriamo sarà anche per lo sciopero del 25 novembre, data indetta da Cgil, Cisl e Uil contro la finanziaria. Scenderemo in piazza a fianco dei lavoratori, consapevoli che solo unendo le nostre forze possiamo essere davvero efficaci, rivendicando la cacciata non solo di Maroni e della Moratti, ma di tutto il governo Berlusconi.

17-11-2005 

 
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