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Oltre tre mesi sono passati da quando, il 29 luglio, a Stefano Pol veniva formalmente sospesa l’iscrizione al Nidil-Cgil di Udine, come ritorsione per la distribuzione durante la vertenza della Sàfilo di alcuni volantini che criticavano “implicitamente” la piattaforma aziendale e di conseguenza la Cgil che l’accordo di ristrutturazione l’ha sottoscritto.
Nonostante le molteplici richieste formali di motivare il provvedimento (tra le quali oltre alle due lettere del compagno ne sono state spedite anche altre tre dal Nidil nazionale), dalla Camera del Lavoro di Udine nulla è stato detto o fatto. Da allora la solidarietà di numerosi compagni e lavoratori iscritti al sindacato e non solo (come le 30 firme di operai e operaie della Sàfilo in provincia di Udine), dell’intero gruppo consigliare del PRC del Friuli Venezia-Giulia, dalla Rete 28 aprile regionale e molti altri ancora, è arrivata appoggiando l’appello “Un provvedimento illegittimo. Una tessera da restituire”. Ma di tutto questo, come del normale rispetto delle regole statutarie, ai dirigenti della Cgil udinese non interessa. L’importante era, come sta di fatto accadendo, poter demandare la questione alle commissioni nazionali proprio durante lo svolgimento del congresso della Cgil, in modo tale da evitare al compagno di partecipare attivamente alla campagna congressuale mentre la sua tessera è invischiata nelle maglie burocratiche. È chiaro quindi che c’è la volontà di negare anche il secondo diritto (dopo quello della tessera) ad un compagno critico che aveva sostenuto l’ipotesi del documento congressuale alternativo e poi le due tesi di Rinaldini. Perciò chiediamo a tutti i militanti ed iscritti della Cgil che si informino di quanto è accaduto e che diffondendo l’appello ai congressi di base possano costringere i recalcitranti dirigenti della Cgil a fare un passo indietro ed a restituire la tessera, come di diritto al compagno. 17-11-2005 |