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La Moratti a Pavia Stampa E-mail
Scritto da Jacopo Torre, Alessandro Savoldi (Csp - Pavia)   

Il Csp in piazza!

Lunedì 5 settembre, il neonato Csp ha animato la contestazione pavese al ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca (in questo nome altisonante non è un caso che il termine “pubblica” non compaia), recatosi nella nostra città per inaugurare un nuovo centro di studi sismologici.

La Moratti ha presenziato all’inaugurazione senza che noi potessimo neanche lontanamente vederla, ma dalle foto apparse sui giornali nei giorni seguenti, abbiamo potuto vedere quanto fosse impegnata a pavoneggiarsi davanti a centinaia di Vip locali che la applaudivano festanti. Tra questi spiccava anche il nostro sindaco diessino Piera Capitelli, che ben si è guardata dal venire fuori dai cancelli dell’università. Già, perché tutta l’area universitaria era proibita a noi contestatori, ed i cancelli della struttura delineavano il perimetro della “zona rossa”.

In ogni caso, nonostante le scuole fossero ancora chiuse, i professori non in sciopero (molti erano infatti impegnati nelle riunioni d’inizio anno) e l’arrivo del ministro non fosse stato molto pubblicizzato dai giornali, siamo comunque riusciti a radunare una quarantina di persone. Al presidio di protesta, animato con striscioni, cartelli, slogan e volantini hanno deciso di aderire diverse realtà: i sindacalisti della Flc-Cgil, rappresentanti delle associazioni di genitori, il Csa Barattolo, il collettivo studentesco “Spimo” e partiti di sinistra come il Prc e il Pdci.

Da questo episodio si possono comunque trarre numerosi insegnamenti, per prima cosa la necessità di avere una struttura organizzata ed efficiente che permetta di portare avanti le lotte anche quando la situazione gioca a nostro sfavore.

In secondo luogo il movimento studentesco per difendere realmente la scuola pubblica, non può rimanere isolato, ma deve lottare al fianco delle altre organizzazioni tipiche dei lavoratori, come i sindacati e i partiti. La nostra presenza ha avuto comunque un preciso significato, che per noi assume i tratti di un doveroso impegno: rilanciare le lotte in favore del diritto allo studio contro il governo berlusconi!

Quella del cinque settembre potrebbe rivelarsi una delle ultime contestazioni al ministro Moratti, dato che la riforma per il secondo ciclo è stata sospesa fino all’anno scolastico 2007-2008 e difficilmente per quella data sia il ministro sia la coalizione che la sostiene saranno ancora al governo. Non per questo dobbiamo credere di aver vinto, innanzi tutto perché l’iter del decreto non è affatto fermato. D’altro canto nemmeno la vittoria del centro sinistra alle prossime elezioni politiche, rappresenta una solida garanzia.

Ci sembra doveroso ricordare che la riforma Moratti, come recita lo stesso testo di legge, poggia “sulla valorizzazione dell’autonomia e delle istituzioni scolastiche”. Sappiamo anche che l’autonomia scolastica (frutto del centrosinistra) ha spalancato la strada alle privatizzazioni, iniziando quel processo che ha portato la scuola italiana a dividersi in scuole di serie A e scuole di serie B. Dobbiamo quindi perseverare la strada della lotta. In Italia c’è ancora molto da fare per assicurare a tutti una scuola laica, gratuita, di massa e di qualità, richieste che né il centrosinistra né il centrodestra sono state in grado di soddisfare.

Concludiamo con una nota polemica. Al presidio sono stati presenti giornalisti di vari canali televisivi, anche nazionali, e di testate locali che hanno parlato molto dell’inaugurazione. Nessuno però ha voluto dare il minimo spazio alla nostra protesta; gli unici a dare voce alla nostra lotta sono stati i compagni di Radio popolare che ringraziamo.

Evidentemente la censura esiste ancora e questo ci è servito da sprone per dar vita ad un nostro giornale che è già comparso nelle scuole pavesi.

 
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