|
Udine Una tessera della Cgil da restituire Dal 27 luglio, con una procedura al di fuori delle regole statutarie, mi è stata verbalmente sospesa la tessera della Cgil dall’ormai ex segretario della Camera del lavoro di Udine, Natalino Giacomini.
Questa decisione è stata presa successivamente alla diffusione di alcuni volantini critici nei confronti della piattaforma aziendale negli stabilimenti friulani della Sàfilo (azienda a rischio di chiusura per via dei piani di ristrutturazione aziendale, vedi FM n.184) a nome dell’Alternativa operaia in Cgil area che fa parte della Rete 28 aprile, che non sono stati evidentemente “digeriti” dal locale funzionario Filtea-Cgil e da alcuni compagni della segreteria provinciale della Camera del lavoro a causa di una critica a loro dire “implicita” anche nei confronti del sindacato. Si è proceduto ad una condanna di fatto ancor prima che si svolgesse il “processo” nelle apposite sedi statutarie che, per inciso, non ho mai rifiutato in alcun modo credendo anzi in tal sede di potermi difendere da tali accuse. La ritorsione ha la pretesa di colpire non solo chi scrive ma anche tutti i lavoratori che hanno elaborato, diffuso e sostenuto le idee proposte nei volantini tentando così di far sentire la propria voce anche a chi, nel sindacato, è molto spesso sordo verso la messa in discussione di metodi, pratiche e proposte che di democratico e progressivo non hanno nulla. Oltre due mesi sono passati senza aver mai ricevuto nulla di scritto da parte degli organismi dirigenti provinciali e regionali tempestivamente interpellati. Anzi è stato inscenato un ridicolo balletto di competenze e responsabilità fra le varie strutture locali che si sono scaricate le responsabilità arrivando fino al Nidil nazionale, allungando vergognosamente i tempi, anche se lo statuto della Cgil prevede “la tempestiva informazione di ogni addebito contestato ad un qualsiasi iscritto”. Che il vertice della Camera del lavoro di Udine sia nel torto è confermato dal fatto che non vogliono mettere nero su bianco le loro contestazioni e dal comportamento contraddittorio tenuto nei miei confronti. Da un lato assistiamo al rimpallo tra gli organismi dirigenti su chi dovrebbe esprimersi a riguardo, dall’altro ho partecipato a pieno titolo all’ultimo direttivo nazionale del Nidil, l’8 settembre, esprimendo con un voto il mio parere sui documenti relativi al prossimo congresso nella categoria. Si stanno avvalendo di pretesti formali creati ad hoc per impedire la mia partecipazione al congresso della Cgil ormai alle porte, tentando di risolvere con metodi burocratici i dissensi politici esistenti. Non saranno certo minacce e pressioni burocratiche che mi impediranno di proseguire la battaglia per costruire una valida alterna-tiva in Cgil. Di fronte a questo abuso palese, che la dice lunga sulla coerenza di quei dirigenti che si vantano di militare in un’organizzazione che propugna valori e metodi democratici, abbiamo dato una prima risposta con l’appello “Un provvedimento illegittimo da ritirare, una tessera della Cgil da restituire” sottoscritto da numerosi iscritti alla Cgil, lavoratori e lavoratici della Sàfilo e militanti di sinistra. L’episodio è stato spiegato anche all’assemblea nazionale della Rete 28 aprile il 7 settembre a Bologna, davanti a una platea di oltre 100 delegati sindacali suscitando parecchia indignazione. La vicenda ha suscitato molto interesse quest’estate anche alla festa sulla precarietà a Udine, dove è diventato l’argomento più discusso nel dibattito sulla precarizzazione e dove diversi lavoratori si sono resi disponibili a pubblicizzare la campagna. Dibattito a cui erano stati invitati anche i dirigenti sindacali in questione, che si sono guardati bene dal farsi vedere. L’appello è stato solo il primo passaggio, quanto fatto dai dirigenti della Cgil di Udine è un atto grave che domani può essere usato come precedente nei confronti di tanti altri attivisti. Ora proseguiremo con la battaglia sfruttando le numerosi occasioni che avremo a disposizione per far conoscere la vicenda. Dai congressi di base della Cgil, che iniziano proprio in questi giorni, alle tante iniziative in preparazione a livello generale, tra cui lo sciopero generale contro il governo, a fianco degli studenti dei Comitati in difesa della scuola pubblica (Csp), che in tante occasioni hanno aderito ai nostri appelli partecipando numerosi alle manifestazioni del sindacato, spesso salvando la faccia del sindacato locale che in questi anni ha avuto non poche difficoltà a portare in piazza gli operai. Csp che ci hanno fin dall’inizio sostenuto in questa campagna e che sono disponibili a continuare a farlo nel prossimo periodo. 12-10-2005 |