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Ennesima vittima della crisi industriale italiana? L’Europa Metalli fa parte di un gruppo europeo con stabilimenti in Francia (Tréfimétaux) e in Germania (Kme), le cui gestioni contabili/amministrative sono state centralizzate a Firenze da circa un anno. Al momento l’Europa Metalli comprende 3 siti produttivi in Italia: Campotizzoro (Pistoia), Fornaci di Barga (Lucca) e Serravalle Scrivia (Alessandria), a cui si affiancano le produzioni francesi della Tréfimétaux con i suoi quattro stabilimenti (Givet, Sérifontaine, Boisthorel, Niederbruck) e quelle tedesche della Kme, accentrate a Osnabrueck e Berlino.
Nonostante questa presenza importante e radicata in tutta Europa il gruppo sta attraversando un periodo difficile. Per quanto riguarda la produzione italiana l’azienda ha infatti annunciato la chiusura dello stabilimento di Campotizzoro; la notizia, apparsa circa un mese fa su un quotidiano senza alcun annuncio preventivo alle Rsu e ai dipendenti, ha scatenato una vibrante reazione sindacale e tra i lavoratori, che è culminata nello sciopero di martedì 7 giugno, in occasione del quale è stata organizzata una manifestazione che ha coinvolto tutta la montagna pistoiese con ampia partecipazione delle istituzioni e di Rsu e delegazioni di lavoratori di molte aziende della provincia di Pistoia, in segno di solidarietà. Tuttavia, la crisi del gruppo, in gran parte attribuibile ad una mancata strategia di innovazione di prodotto, ad una poco accurata gestione finanziaria e ad una pesante multa inflitta dall’antitrust europeo, assume dimensioni più ampie; lo scorso settembre è subentrato nella proprietà del gruppo un nuovo acquirente, la Intek, che ha varato una ristrutturazione generale del gruppo. Sotto la denominazione di “Progetto Donatello” è stata infatti avviata la cessione del settore barre d’ottone, manovra che coinvolge tre stabilimenti: Serravalle Scrivia, Boisthorel e Berlino. I tre stabilimenti andranno a costituire una nuova società e, in vista di questo nuovo assetto, l’azienda ha annunciato anche “snellimenti” della sede amministrativa di Firenze. Perciò, al momento il gruppo appare in una non meglio definita riorganizzazione. Ad oggi l’azienda ha annunciato la possibilità di dirottare parte degli operai di Campotizzoro sullo stabilimento di Fornaci di Barga, che a sua volta potrebbe essere interessato da possibili esuberi, quindi non si intravede in questa soluzione una definitiva risoluzione dei problemi occupazionali. Tuttavia, in seguito all’ultimo sciopero del 7 giugno scorso e all’incontro coi sindacati del 9 giugno, l’azienda si è dichiarata disposta a rinunciare alla chiusura della Lime, sezione distaccata dello stabilimento di Campotizzoro, con “salvataggio” di 40 operai. È una magra consolazione, vista la condizione generale del gruppo. Il momento difficile dell’Europametalli ha ripercussioni notevoli: la chiusura di Campotizzoro sancirebbe il definitivo abbandono socio-economico della montagna pistoiese, che da anni si affida allo stabilimento come unica risorsa per tutto il territorio. Le conseguenze sull’indotto sarebbero devastanti. Il Progetto Donatello appare invece un primo passo verso la vendita di un intero settore di produzione, con conseguenze importanti sugli altri stabilimenti e sulla sede amministrativa. Ancora una volta le crisi industriali vengono affrontate in prima battuta con vendite strutturali, chiusure, tagli del personale e del costo del lavoro. Ancora una volta l’innovazione e i progetti di rilancio industriale restano al palo e i primi e forse gli unici a dover pagare sono i lavoratori e le lavoratrici. |