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Reggio Emilia Alla notizia che una delle loro tre classi dovrà essere smembrata per fare sì che l’anno prossimo il liceo classico “Ariosto” di Reggio Emilia conti solo cinque prime liceo (a partire dalle sei quinte ginnasio di quest’anno), gli studenti del ginnasio hanno dato il via ad una mobilitazione. Il preside aveva cercato di spiegare che si trattava di una esigenza stabilita per legge contro la quale nulla si poteva fare.
Noi studenti del Csp abbiamo scoperto che la realtà era assai differente da quella che ci veniva presentata: la legge che regolamenta l’attribuzione del numero di alunni per classe ammette tutta una serie di varie interpretazioni, fra le quali, appunto, il mantenimento della classe stessa in nome della continuità didattica. Il taglio delle classi non può essere considerato come una imposizione dall’alto contro la quale il preside non può fare nulla, bensì si tratta di una deliberata scelta dipendente da esigenze di bilancio. Insistendo su questo punto, come Csp, abbiamo proposto agli studenti di ritrovarsi in assemblee pomeridiane per decidere eventuali metodi di lotta da attuare contro questa palese ingiustizia. La prima assemblea ha deciso la promozione di un sit- in al quale, il 23 maggio, hanno partecipato un’ottantina di ragazzi che per oltre quattro ore hanno discusso, nella piazzetta antistante al liceo, del taglio delle classi rendendosi conto di come questo non sia altro che l’ennesimo colpo inferto alla scuola pubblica dalla riforma Moratti e dai continui tagli ai finanziamenti. Il preside ha minacciato attraverso la vicepreside di abbassare il voto di condotta a chi fosse risultato assente il giorno del sit-in. Ma gli studenti non si sono spaventati e questo tentativo di repressione ha avuto l’effetto di radicalizzare ulteriormente la lotta. Con democratiche votazioni, durante il sit-in, si è scartata la scelta di una occupazione simbolica dei locali della scuola e si è scelta la via di informare maggiormente gli studenti reggiani. Con questo fine si è creato un comitato di lotta al quale partecipano anche studenti di classi e scuole non direttamente coinvolte che hanno contribuito attivamente alla stesura di un volantino riprodotto in 2.000 copie, grazie all’autofinanziamento, e distribuito in tutte le maggiori scuole di Reggio Emilia. Come si può ben capire questa lotta è solamente agli inizi e nonostante si sviluppi in un momento proibitivo per gli studenti, alla fine dell’anno scolastico, dimostra come di fronte agli attacchi concreti portati alla scuola pubblica essi siano disposti a mobilitarsi. |