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128 lavoratori sotto processo Il 3 maggio al Tribunale di Milano inizia il processo per 128 lavoratori degli Appalti ferroviari accusati di aver bloccato il servizio pubblico delle Ferrovie dello Stato (FS) nel febbraio 2002. La loro colpa è di aver difeso con la lotta il posto di lavoro! La vertenza iniziò nella metà del 2001, quando le FS pubblicarono i bandi di gara il cui scopo era l’azzeramento di tutte le conquiste, in termini di diritti e salario, maturate in passato. La conseguenza di ciò fu una gara al ribasso che portò a una riduzione fino al 40% delle offerte per gli appalti, tutto ovviamente scaricato sui lavoratori. Seimila esuberi e un vero e proprio massacro di diritti.
La risposta dei lavoratori fu eccezionale e su tutto il territorio nazionale si è passati da azioni puramente testimoniali che in tanti mesi non avevano ottenuto nulla, al blocco dei binari e all’occupazione del tetto della stazione Centrale di Milano. Solo dopo una mobilitazione così eccezionale la controparte fu disposta a trattare seriamente. L’accordo, firmato il 2 maggio però non rispecchiava le aspirazioni dei lavoratori. Si apriva la strada agli ammortizzatori sociali, al part-time, alla riduzione dei diritti su malattie, sicurezza e turni massacranti. Molti pendolari si lamentano del servizio di pulizia, ma quanti sanno che le squadre di pulitori sono passati da 16 operai a 5-6 operai? Essi furono i primi a rompere con le leggi antisciopero, leggi che impediscono ai lavoratori di difendere i loro diritti più elementari. Una rottura diventata nei mesi successivi un esempio per molti altri lavoratori dei trasporti, autoferrotranvieri, Alitalia, ferrovieri. I padroni hanno paura che i lavoratori riprendano l’iniziativa. perciò con questo processo non si vuole solo dare una “lezione” a chi ha osato ribellarsi, ma anche lanciare un monito a tutti quelli che in futuro vorranno sfidare le leggi antisciopero. Dopo di loro sarà la volta di altri 4.500 lavoratori dell’Atm per i blocchi dell’inverno di un anno fa. Sostenere i lavoratori sotto processo oggi significa anche rilanciare la mobilitazione per poter conquistare condizioni di lavoro dignitose. Le condizioni di lavoro degli appalti sono tra le peggiori in assoluto. Turni massacranti, mancanza di personale, stipendi da fame. I lavoratori hanno l’esigenza di aprire una nuova stagione di lotta per la difesa e il miglioramento di condizioni diventate ormai intollerabili. Per fare ciò è necessario aprire un serio percorso democratico di partecipazione e discussione per essere protagonisti nel prossimo Contratto nazionale. Lo sciopero nazionale del 4 Maggio rappresenta un occasione per iniziare questo percorso di discussione fra tutti i lavoratori per una piattaforma adeguata e per sostenere i nostri compagni sotto processo. |