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Firmato un contratto aziendale che prepara la nuova concertazione Nelle scorse settimane Fim-Fiom-Uilm e Ferrari Spa hanno raggiunto l’intesa per il rinnovo del contratto integrativo. Il primo elemento distintivo di questo accordo sono le relazioni sindacali che vengono qui stabilite, cosiddette “Partecipative”, le quali rappresentano l’antefatto del prossimo modello contrattuale nazionale, che sostituirà la famosa “Concertazione” del 23 luglio’93. Tale modello “Partecipativo” prevede infatti, nella sostanza, la cogestione dell’azienda da parte di padrone e sindacati per il raggiungimento del massimo profitto… per le tasche di Montezemolo e soci.
Come recita l’accordo “un sistema efficace di relazioni industriali basato sul confronto,sulla partecipazione e sulla propositività e finalizzato al coinvolgimento delle persone, per lo sviluppo ed il rafforzamento competitivo della Ferrari”. Nel merito delle questioni prettamente sindacali gli aspetti più significativi di arretramento sono i seguenti. Il contratto Ferrari avrà nei fatti durata di 5 anni poichè, pur essendo scaduto l’1/1/2004 il precedente, esso varrà fino al 2008 (anziché farlo terminare nel 2007 con il pagamento della vacanza contrattuale per i mesi trascorsi, si definisce il 2004 anno di “transizione” e se ne posticipa di un anno la scadenza) aprendo ad un principio che indebolisce la normale contrattazione quadriennale. Il tutto per 200¤ in più sull’aumento del 2007. L’aumento salariale prevede un “consolidato” (cioè in teoria “il mantenimento” di quello ottenuto nei contratti precedenti) di 1.750¤ che si avranno producendo almeno 4.200 auto (e che quindi consolidato non è ma è invece sempre legato alla produttività) e un aumento “nuovo” che nei primi tre anni è addirittura inferiore a quello dell’ultimo anno del precedente integrativo con però un numero di macchine da produrre superiore, dunque: più lavoro in cambio di meno salario! Inoltre, è bene precisare che la cifra di 4.200 auto per ottenere l’aumento minimo consolidato NON è scritta nell’accordo ma sarà frutto di un allegato che mentre scriviamo non è ancora stato inserito (Sic!). Si assiste inoltre all’introduzione della normativa sulla settima lavorativa di 16 turni che, seppur da gestire tramite accordo con la Rsu e pur non prevedendo il riposo compensativo infrasettimanale ma al lunedì, rappresenta un cedimento inaccettabile in termini di diritti in un momento nel quale la Confindustria a livello nazionale chiede proprio flessibilità in termini di orario. Inoltre il riconoscimento delle mansioni Polivalenzaà diventa, in un contesto di turnazione flessibile, uno strumento che legittima l’azienda ad esigere lavoro straordinario durante le giornate di riposo. Se a questo aggiungiamo che, per regolamentare l’erogazione del Premio di Risultato agli interinali, è stato siglato un accordo che peggiora addirittura il pacchetto Treu (tanto da far intervenire la Fiom nazionale per intimarne la modifica), capiamo la portata di questo accordo. Si danno due soldi in più di aumento rispetto alle altre aziende ma si chiede flessibilità ed aumento dei ritmi produttivi a seconda delle esigenze aziendali. “La Ferrari S.p.a., le O.O.S.S. e le Rsu si riconoscono interlocutori stabili in un corretto sistema di relazioni sindacali.[…] In questo contesto le parti si danno, quindi, reciprocamente atto che lo strumento della “flessibilità”[…] viene ribadito come leva strategica per la realizzazione degli obbiettivi aziendali.” All’interno dell’Rsu, in una prima consultazione sulla piattaforma dopo la sigla dell’ipotesi d’accordo metà dei componenti si è opposta. Non contenti del risultato e dopo pressioni inaudite le organizzazioni sindacali hanno fatto rivotare ottenendone l’approvazione. Da quel momento 5 componenti Fiom dell’Rsu si sono fermamente opposti a questo accordo subendo per questo motivo intimidazioni e pressioni di ogni genere. Non solo dall’azienda ma anche, e questo è ancor più grave, da alcuni componenti l’Rsu che non hanno accettato si manifestasse pubblicamente il loro dissenso tramite un volantino. Questo episodio una volta di più ci mostra quanto sia necessaria una svolta rivendicativa e di lotta e non più concertativa nella linea sindacale da perseguire in fabbrica. La vita lavorativa in Ferrari non è quel paradiso che i mass media vogliono far credere. Il malessere, la rabbia ed il rancore serpeggia sempre più tra i lavoratori e presto emergeranno in maniera dirompente. Non ci si faccia ingannare dal risultato del referendum sul contratto che ha visto un 88% di Si su 1.600 votanti. Infatti, oltre ai 185 No, ben 700 lavoratori non hanno votato e molti di quelli che hanno votato Si lo hanno fatto perché non intravedevano un’alternativa percorribile considerando l’atteggiamento delle direzioni sindacali e di alcuni delegati storici. Infine, il fatto che centinaia di impiegati e capi Area siano stati inviati dall’azienda a votare “Si” esprime bene per chi è davvero un grosso guadagno economico e politico questo contratto integrativo alla Ferrari. |