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Scritto da Rsu Smalti Modena   

Una vertenza piena di insegnamenti

Nelle scorse settimane i lavoratori della Smalti sono stati protagonisti di una durissima lotta in difesa del posto di lavoro. Dopo che la Direzione aziendale aveva comunicato alle Rsu (in data 21-2-05) l’intenzione di chiudere uno dei due stabilimenti dell’impresa licenziando una trentina di operai su 80 totali.

l primo aspetto di cui ci siamo preoccupati come Rsu era che la nostra lotta non restasse isolata. Fin dal primo sciopero abbiamo chiamato davanti ai cancelli e coinvolto nei picchetti e blocchi stradali, delegati e lavoratori di altre aziende. Non solo, dato l’irrompere sempre più palese nella provincia di Modena della crisi industriale in tutti i suoi settori cardine diveniva per noi centrale collegare la nostra lotta con quella delle altre aziende nella medesima situazione. Da subito abbiamo avanzato la parola d’ordine dello sciopero generale provinciale di tutte le categorie contro i licenziamenti e la costituzione di un coordinamento di tutti i delegati e lavoratori delle aziende in lotta e/o che volevano darvi sostegno.

Con il medesimo obiettivo di estendere la lotta e le pressioni sull’azienda, abbiamo scritto e diffuso a livello nazionale un appello di solidarietà. Abbiamo altresì dato vita ad una Cassa di resistenza che, raccogliendo più di 1.300 euro in meno di 2 settimane, si è dimostrata forse una delle poche davvero funzionali sul territorio nazionale oltre che un’occasione per tanti lavoratori di dimostrare tutto il loro sostegno alla nostra causa.

Dopo il quinto sciopero e sotto il rischio di vedersi perdere commesse e dover pagare penali, l’azienda ha riconvocato l’Rsu e la Fiom per riaprire la trattativa. L’azienda accetta di rinunciare a licenziamenti coercitivi e gioca la carta dell’incentivo all’esodo. All’inizio della vertenza il padrone era disposto ad offrire 5 mila euro a chi sceglieva volontariamente la mobilità, in seguito è passata a 7.500 per poi finire a 11mila. A questo punto, pur avendo noi ribadito agli operai la nostra intenzione come Rsu di continuare la lotta per la difesa di tutti i posti di lavoro, 32 lavoratori si sono invece resi disponibili a mettersi volontariamente nelle liste di mobilità.

Come Rsu non abbiamo potuto fare altro che prenderne atto, 32 lavoratori accederanno alla mobilità esclusivamente in base alla volontarietà (senza perciò alcun riferimento a quelle “esigenze tecnico produttive” che troppo spesso in passato hanno indotto anche la Fiom a firmare accordi di mobilità di fatto imposti e non volontari). Questo ha segnato la conclusione della vertenza.

Diviene più che naturale chiedersi quali ragioni hanno spinto lavoratori che nei giorni precedenti avevano dimostrato una così grande combattività e risolutezza a cedere di fatto alle prime concessioni proposte dall’azienda ed accettare come soluzione la mobilità incentivata. Ovviamente in situazioni di questo genere innumerevoli motivazioni di carattere personale si accavallano. Tuttavia ci pare che il prevalere di scelte di carattere individualistico sia dipeso da una ragione politica fondamentale: la lotta alla Smalti Modena è rimasta di fatto isolata. Dopo aver condotto una lotta così dura per settimane in un contesto nel quale i lavoratori stavano sempre più percependo di combattere da soli una battaglia impari contro l’intera Confindustria modenese, è stato più che normale che alcuni cominciassero a guardarsi intorno per riflettere se non vi fossero altre soluzioni, meno onerose e di più semplice prospettiva, per far fronte alla situazione.

L’appello allo sciopero generale ed al coordinamento delle aziende in lotta pur avendo trovato il sostegno a parole del sindacato sono rimaste a tutt’oggi lettera morta. Si può ben capire quali condizioni abbiano portato la vertenza ad un epilogo che di certo, pur avendo rispettato il volere dei lavoratori e respinto ogni ipotesi di licenziamento coercitivo, non può ritenerci soddisfatti.

Comunque sia finita, la nostra convinzione è che questa lotta abbia contribuito a dimostrare che anche in periodi di crisi è solo la lotta a pagare. La nostra speranza è che a partire da questa vertenza si apra una discussione seria ed approfondita nel movimento operaio sul fatto che la crisi industriale può essere superata dai lavoratori solo se si percorre la strada della lotta di classe e se si avanzano parole d’ordine “di rottura” come la riduzione dell’orario a parità di salario o la nazionalizzazione sotto controllo operaio.

A nome dei lavoratori Smalti Modena un sentito ringraziamento alle innumerevoli Rsu e semplici operai che ci hanno sostenuto inviando messaggi di solidarietà e denaro alla nostra cassa di resistenza.

 
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