Lotta di massa nei quartieri per rispondere alle aggressioni fascisteL’aggressione a due militanti del circolo di Rifondazione di Casal Bertone a Roma, avvenuta nella notte tra Sabato 28 e Domenica 29 Gennaio, è l’ennesimo episodio di una ripresa in grande stile delle aggressioni squadriste.
Nonostante l’episodio abbia un carattere apparentemente accidentale, in quello che è accaduto di casuale non c’è proprio nulla. Otto fascisti, per un attacchinaggio, girano indisturbati per le vie di un quartiere popolare come Casal Bertone, armati di mazze, spranghe e manganelli (l’armamentario minimo per attaccare dei manifesti!) e si scatenano appena trovano due compagni che provano a staccarli. Le loro dotazioni mostrano chiaramente l’intenzione dalla quale erano mossi: la ricerca di militanti di sinistra da aggredire alla prima occasione che si fosse presentata. Così come, da diversi mesi, fuori dai Centri Sociali, capita di imbattersi in delle vere e proprie ronde di picchiatori fascisti che aggrediscono compagni che escono dai concerti. Ieri come oggi, i migliori servi di questa società! Sempre pronti ad intimidire chi vuole provare a cambiarla. A modo loro, i protagonisti dell’aggressione a Casal Bertone, provenienti da una delle ultime occupazioni portate avanti da militanti di estrema destra, Casa Pound, hanno dato inizio alla campagna elettorale, garantendo, come sempre, sostegno pratico all’attività che i loro rappresentanti ‘ripuliti’ (tra mille virgolette…) portano avanti dai banchi delle istituzioni, dove entrano indifferentemente dalla porta di Alternativa Sociale, delle liste civiche che appoggiano Storace oppure, in molti casi, direttamente da Alleanza Nazionale. La loro è propaganda a basso costo, ma va demolita, particolarmente su una questione, quella del ‘mutuo sociale’. L’estrema destra, ultimamente, batte in maniera ossessiva su questo tasto perché sa che, quello del diritto alla casa, è un argomento su cui può sfondare, nel momento in cui questo diritto è, di fatto, negato alla maggior parte dei proletari. In realtà il ‘mutuo sociale’ è una proposta razzista, rivolta solo agli italiani, congegnata nei minimi particolari per assecondare gli interessi dei loro amici palazzinari e speculatori di tutte le risme. Ben altre sono le soluzioni al problema della casa, a partire dall’esproprio degli appartamenti sfitti in mano alle immobiliari e ai palazzinari. L’unico modo per cacciare definitivamente i fascisti dai quartieri popolari e assestare un colpo alla strategia di conquistarvi dei propri presìdi (basta ricordare gli episodi dell’estate 2005 a Centocelle, sempre a Roma, testimonianza ulteriore dell’investimento pesante messo in campo dall’estrema destra nelle zone più popolari delle città) è quella di guadagnare il consenso delle masse di giovani proletari e di lavoratori, che si tengono ancora lontani dalla politica attiva, e chiamarli a costituire coordinamenti e comitati di difesa delle nostre sedi e delle nostre iniziative politiche. A Casal Bertone, come a Centocelle lo scorso anno, l’esigenza di coordinarsi sta nascendo spontaneamente dalle assemblee dove si riuniscono i militanti e gli attivisti dei partiti, del sindacato e dei centri sociali, per discutere su come rispondere alla nuova ondata di violenza squadrista. Questi coordinamenti debbono rimanere in piedi anche una volta placata la rabbia per l’ultimo episodio avvenuto, cominciando un lavoro di radicamento nel territorio, a partire dalle scuole e dai posti di lavoro. Per far questo, occorre dotarsi da subito di un programma complessivo di rivendicazioni che sappiano dare le giuste risposte alla precarietà dilagante e a tutti gli attacchi che ogni giorno vengono portati avanti al diritto al lavoro, allo studio e alla casa. Solo così, si potranno conquistare le leve migliori del movimento operaio e di quello giovanile alla lotta contro il fascismo e per l’abbattimento del capitalismo che, di queste bande di squadristi, particolarmente in periodi di ascesa della lotta di classe e di radicalizzazione della società, ritorna a servirsi. Il corteo di quartiere, Sabato 4 Febbraio a Casal Bertone, con duemila giovani scesi in piazza, è un ulteriore dimostrazione che le forze per portare avanti questo lavoro ci sono e sono pronte a schierarsi sul campo. |