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La lotta deve ripartire! PARMA - Dopo più di 60 ore di scioperi e di lotta, a tratti anche molto aspra, la mobilitazione dei lavoratori Ocme (azienda produttrice di macchine per il confezionamento) per il precontratto dei metalmeccanici, si è impantanata in una trattativa che va avanti oramai da diverse settimane, tra la Rsu e la dirigenza e dei cui sviluppi i lavoratori vengono informati solo tramite il passaparola.
Nei primi giorni di agosto è stata depositata ufficialmente da parte dell’Rsu la richiesta della disponibilità dell’azienda ad un incontro per discutere la piattaforma precontratuale Fiom, ma dall’azienda non si è avuto il benché minimo accenno di risposta. A settembre, al ritorno dei lavoratori dalle ferie estive, la situazione è rimasta identica: l’azienda non ha dato il minimo segnale di apertura della trattativa, ma a questo punto i lavoratori hanno deciso di mobilitarsi. Per tre settimane consecutive si sono fatti scioperi con intervalli di 10 minuti per due ore al mattino e due ore al pomeriggio tutti i mercoledì e giovedì, che hanno avuto l’effetto di rallentare significativamente la produzione. Nonostante queste pesanti forme di lotta i padroni si sono dimostrati sordi alle richieste dei lavoratori non fornendo alcun tipo di disponibilità a qualsiasi incontro. Visti i risultati i lavoratori hanno deciso di concentrare le ore di sciopero sulle due ore iniziali, non per starsene a casa a dormire un po’ di più, ma facendo picchetti davanti all’azienda in modo da bloccare il transito delle merci. La risposta dell’azienda non è cambiata: silenzio. L’arroganza dei padroni ha irritato non poco i lavoratori che hanno deciso di inasprire la lotta proclamando lo sciopero ad oltranza che ha visto l’adesione della totalità degli operai e dei 2/3 degli impiegati. La dirigenza ha risposto con un comunicato con il quale ha chiarito che l’azienda non si sente chiamata in causa dalla lotta dei lavoratori in quanto lo scontro riguarda la Fiom ed il governo. Solamente al terzo giorno di sciopero i padroni hanno mostrato una qualche disponibilità, almeno verbale, all’incontro con la Rsu, che dopo un rapido consiglio con la segreteria provinciale della Fiom ha deciso di sospendere immediatamente lo sciopero per sedersi al tavolo delle trattative durante il weekend! Ebbene, sono ormai passate parecchie settimane e ancora non si è trovato il minimo accordo su un singolo punto della piattaforma. L’azienda prende tempo presentando proposte inaccettabili, come l’una-tantum invece dell’aumento e l’attuazione della legge 30 a tutti gli effetti che, guarda caso, sono praticamente identiche a quelle presentate da altre aziende in diversi tavoli, e questo vuol dire solo una cosa: la Confindustria e Federmeccanica hanno, a differenza della Fiom-Cgil, centralizzato la lotta coordinandosi e coordinando le aziende a loro affiliate chiedendo per giunta (vedi Gazzetta di Parma del 26 /10) alle massime cariche del governo di intervenire in loro favore nello scontro. Nel frattempo l’azienda sta esternalizzando parte del lavoro a piccole aziende artigiane, assicurandosi la continuazione della produzione nell’eventualità di una ripresa del conflitto. Dopo mesi di lotta, a volte anche radicale, che non ha portato alcun risultato concreto, è necessario che i lavoratori facciano un bilancio della strategia portata avanti finora. È ormai evidente come la strategia adottata dalla Fiom stia disarticolando ed aziendalizzando la lotta e di fatto dividendo e quindi notevolmente indebolendo i lavoratori delle singole imprese, sfiancandoli per giunta con decine di ore di sciopero programmati e annunciati in modo tale da non ledere eccessivamente gli interessi padronali. È necessario creare un coordinamento cittadino di delegati delle varie fabbriche, in modo da far uscire le mobilitazioni dall’isolamento della singola azienda così da generalizzare la lotta e renderla più incisiva. Dopo tante ore di sciopero i lavoratori hanno il diritto di decidere democraticamente su come portare avanti la vertenza, e di non essere lasciati in attesa che la decisione venga presa dall’alto; l’iniziativa deve tornare ai lavoratori. La lotta non è ancora chiusa, esistono ancora tutte le possibilità per riprendere le mobilitazioni e vincere lo scontro, questo deve essere l’obiettivo di tutti. |