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Bossi, Fini e Berlusconi, sono loro i criminali! Una donna moldava a cui è stata riscontrata una neoplasia, due operazioni fatte, badante di un anziano quando è stata fatta la richiesta di regolarizzazione, in lacrime perché il suo “datore di lavoro” ha deciso di non presentarsi in Prefettura per il rilascio del contratto e del permesso di soggiorno, in quanto non può più lavorare. Un uomo dello stesso paese, anch’egli con la domanda di regolarizzazione fatta dall’azienda presso cui lavora, dovrebbe tornare un paio di settimane nel suo paese perché la madre sta per morire, ma non può farlo perché deve attendere che la Prefettura lo convochi e senza permesso di soggiorno non potrebbe rientrare in Italia.
Sono due storie vere tra le centinaia di migliaia che potrebbero essere raccontate di immigrati, per i quali è stata fatta la domanda di sanatoria da giugno a settembre del 2002. Di solito, hanno pagato, di tasca propria centinaia o migliaia di euro, e oggi sono in ansia perché rischiano di non ottenere il permesso di soggiorno. I tempi sono biblici, dopo più di 7 mesi la stragrande maggioranza di loro aspetta la convocazione e, intanto, molti sono stati licenziati, alcune aziende hanno chiuso, altre ancora non sono mai esistite: il tempo di intascare i soldi che gli stranieri mettevano a disposizione per la sanatoria e sono sparite. Ciò fa il paio con la strage quotidiana di disperati che muoiono tentando, invano, di sbarcare nel nostro paese e invece toccano il fondo del Mediterraneo. Solo dal 16 al 20 giugno nelle acque di Lampedusa tra morti e dispersi si contano 320 corpi finiti nei bassifondi, una vera strage! Chi sono i veri criminali? I Governi, la borghesia e i loro mass media non fanno altro che associare l’immigrazione alla criminalità. E’ evidente che ciò fa parte di una campagna più generale per dividere i lavoratori, i giovani, i poveri italiani dagli stranieri che, oltre a rubare casa, lavoro e chi più ne ha più ne metta, sarebbero anche fonte di insicurezza per gli italiani. Ovviamente, l’originalità scarseggia se consideriamo che questi argomenti sono utilizzati ovunque in Europa e nel resto dei paesi capitalisti avanzati e che sono stati usati contro gli italiani e contro tutti i popoli che nella loro storia hanno conosciuto il fenomeno dell’emigrazione. Queste campagne servono al padronato per nascondere la realtà e cioè che se mai c’è stato un aumento della criminalità, questo si deve alla crescita dell’instabilità sociale, della miseria, della precarietà del lavoro e della vita in generale e che non casualmente coinvolge appieno i poveri provenienti dai paesi arretrati che storicamente hanno subito la colonizzazione e sono stati le vittime dello sviluppo diseguale del capitalismo. Solo con la sanatoria, sono stati 700mila gli immigrati che hanno fatto richiesta del permesso di soggiorno ma molti altri non hanno potuto farla perché non avevano un lavoro o, in ogni caso, non avevano cominciato a lavorare almeno dal 10 giugno come la legge prevedeva. I “clandestini” presenti sul territorio sono costretti a fare lavori in nero sotto il ricatto continuo del padrone e a volte hanno come unica scelta di vendersi alla piccola criminalità. Questo vale anche per gli stranieri che fanno richiesta di asilo politico (in Italia sono circa 22mila, contro i circa 1milione 700mila nell’intera Ue, di cui 906mila nella sola Germania) che attendono anni prima che sia valutata la loro domanda. Chi emigra dal suo paese e lascia la propria famiglia, lo fa perché è disperato e solo le rimesse economiche spesso possono salvare dalla fame e dall’estrema povertà i propri parenti nei paesi d’origine. Quello che bisogna assolutamente capire è che nulla fermerà le imbarcazioni, i camion, i treni di uomini, donne e bambini che tentano l’ultima strada per migliorare la situazione propria e dei propri cari, nemmeno le cannonate di Bossi, a prescindere che abbiano o meno il permesso di soggiorno. Il decreto anti-sbarchi I paroloni ridondanti di Bossi sono condannati da tutti, al punto che imbarazzano persino questo governo reazionario. La Lega ha dei problemi con la propria base razzista e, dopo aver per anni fatto campagna contro i clandestini, non può di certo permettersi di mostrarsi “permissiva”. Pertanto la questione immigrazione potrebbe diventare un elemento di crisi all’interno del governo. Tuttavia quello che lascia perplessi, più che Bossi, sono le parole di stima di tutto il centrosinistra nei confronti di Pisanu per il solo fatto che ha avuto il coraggio di fare un decreto che non prevede le cannonate e che, secondo il ministro, “salvaguarda la vita umana” (che sant’uomo!). Ovviamente, il fatto che il decreto del 19 giugno preveda una maggiore fermezza, una militarizzazione ulteriore delle coste, e un piano per far rientrare nel paese d’origine gli stranieri contestualmente al riconoscimento di imbarcazioni con l’utilizzo della Guardia di Finanza, per Fassino e compagnia pare sia un dettaglio. Per il segretario dei Ds “Pisanu dimostra di essere un uomo che sa vedere il mondo e la società, l’ho chiamato al telefono per complimentarmi con lui…” (la Repubblica 23/06/03). Le navi della Marina militare potranno usare la forza in caso di attacco. E’ chiaro che, chi potrebbe sparare a militari italiani in vigilanza sulle coste, sono uomini di organizzazioni internazionali che, sul commercio di posti sugli scafi, fanno affari d’oro, e tra l’altro, hanno forti collegamenti con la mafia e con settori della borghesia italiana. Le vittime sarebbero ancora una volta gli immigrati. Inoltre, mentre scriviamo, il governo è in trattative con la Libia per far sorvegliare le coste libiche da militari italiani. Contro i flussi, contro il governo Berlusconi, libera circolazione di uomini! In un decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 giugno il governo anche quest’anno ha previsto i flussi d’ingresso annuali. Dai 79.500 ingressi autorizzati nel 2002, al netto della sanatoria (dati del Governo), si passa ai 19.500 quale quota massima per il 2003 di cui 8.500 per lavoro stagionale. Tutti gli altri? Cosa faranno tutti i disperati che a causa delle politiche imperialistiche delle potenze mondiali e del saccheggio delle multinazionali dei territori e delle materie prime delle ex-colonie vanno in cerca di una soluzione immediata ai loro problemi, alla miseria e alla fame? Quelli per Bossi devono essere bombardati se tentano di entrare in Italia, per il resto del governo devono rientrare nel loro paese o, se proprio va male, possono sperare che il mare permetta che i loro corpi siano riconosciuti. La politica dei flussi d’ingresso, che lo stesso centrosinistra ha adottato quando governava, deve essere combattuta da qualsiasi lavoratore, studente e militante di sinistra. I veri criminali sono i governi che pensano che su questa base si possa risolvere il “problema immigrazione”. Nessuna programmazione ferma chi lotta per sopravvivere. Il movimento operaio in Italia e in tutta Europa, partendo dalla presenza sul territorio, e in particolare nei luoghi di lavoro e in quelli di studio, di giovani proletari immigrati, deve proporre l’unità di classe su ogni questione, dal diritto ad un lavoro per tutti contro la precarietà al diritto di voto per gli immigrati, e lanciare un’offensiva contro il padronato, il capitalismo e la sua barbarie. |