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Ad Aversa avanza la lotta per la difesa della scuole pubblica! L’autunno è appena passato. Gli attacchi dei padroni, sempre più massicci, hanno portato i lavoratori a dover scendere più volte in piazza per difendere i propri diritti e i loro posti di lavoro. Sul terreno del movimento studentesco il dibattito è stato rovente.
Ad Aversa (CE) la mobilitazione si è sviluppata attorno ad alcuni temi fondamentali quali: la precarietà delle strutture scolastiche (argomento che con il terremoto del Molise è tornato di attualità) e il crescente autoritarismo dei presidi. Il punto più alto della lotta è stato sicuramente la manifestazione del 23 novembre che proprio su questi due temi ha registrato la partecipazione di 1.500 studenti, cosa che ad Aversa non si vedeva da molti anni, riuscendo ad ottenere un colloquio con l’assessore provinciale alla pubblica istruzione. Ben presto la parola d’ordine dell’autogestione è stata lanciata in tutte le scuole della città, come sbocco naturale della campagna per portare avanti il programma del Csp in più scuole possibile. Al Liceo Scientifico, il liceo più grande di Italia, la richiesta è partita da un’amplissima fascia di studenti e più volte dibattuta. Tuttavia vi era una minima parte degli studenti contraria a tale forma di protesta, si contestava soprattutto l’efficienza dell’autogestione individuandola come semplice modo per fare festa. A non essere compreso era in realtà il senso vero dell’autogestione, cioè il mettere in discussione la formazione scolastica che ci viene offerta proponendo un modello di cultura alternativa dove ognuno mettesse a disposizione il proprio piccolo sapere per gli altri. Tramite l’autogestione quindi abbiamo cercato di far sentire la nostra voce ma soprattutto di unire le lotte comuni in un coordinamento di autogestioni. Ma ad avversare il volere della schiacciante maggioranza dell’istituto è stata soprattutto la dirigenza scolastica che ha rifiutato sistematicamente le varie proposte di autogestione trovando cavilli assurdi nonostante ci fossero nella vicina Napoli circa 20 scuole autogestite. Per ottenere l’autogestione non sono serviti nemmeno diversi giorni di occupazione dell’atrio e un blocco stradale e dei cancelli della scuola effettuato dagli studenti. In un braccio di ferro senza fine il volere di circa 1.800 ragazzi veniva ignorato e nei vari collegi dei docenti tenutesi ha avuto molto più peso la volontà della dirigenza interessata solo alla ‘produttività’ della propria scuola-azienda e alla buona immagine della stessa e non alle necessità e bisogni della propria utenza. In quei giorni al Liceo si respirava autoritarismo ad ogni livello: dai professori che convincevano o minacciavano gli studenti allo scopo di distoglierli dall’intento di fare autogestione, ai bidelli che impaurivano gli studenti più giovani con fasulli avvertimenti, per non parlare della presenza a scuola della Digos davanti ai cancelli. Alla fine di molti giorni di lotta si è comunque riusciti ad iniziare l’autogestione anche senza il consenso del dirigente. Nel frattempo si erano già sviluppate autogestioni al Liceo artistico e al Professionale. In questo clima estremamente cocente si è registrato un tentativo (non riuscito) di intimidazione: alcuni ragazzi hanno aggredito il compagno portavoce del Csp, che ha avuto un ruolo fondamentale in tutte le mobilitazione studentesche cittadine. Il momento finale della lotta è stato il presidio tenuto fuori dalla stazione di Aversa per denunciare questo scandaloso avvenimento e per ribadire i motivi della mobilitazione che ormai da alcuni mesi andava avanti. Ancora una volta la risposta all’aggressione del nostro compagno è stata la mobilitazione e la nostra volontà di non fermarci. Forse non abbiamo ottenuto nulla dopo tutto ciò, ma sicuramente una lezione l’abbiamo appresa, cioè che solo la lotta può farci raggiungere i risultati che perseguiamo (infatti, per esempio, solo dopo alcuni giorni di lotta ci sono arrivati a scuola gli estintori che da tempo mancavano). La lotta continua. |