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Qualcuno avrà letto nello scorso numero di FM dei fatti che hanno coinvolto la polizia cremasca e alcuni attivisti dei Giovani Comunisti e del Csp. In quell’articolo appariva chiaro il ruolo di questo Stato e dei suoi lacchè: non un corpo neutrale in difesa della “Costituzione Repubblicana” ma un corpo di uomini armati in difesa della proprietà privata.
Se a qualcuno erano rimasti dei dubbi, i nostri cari “amici” si sono prodigati in tutti i modi per chiarirceli. L’ormai chiaro intento di questo governo di riscrivere la storia secondo le teorie revisioniste per le quali le vittime di qualsiasi episodio storico sarebbero tutte uguali viene portato avanti a Crema da An sfruttando la figura di Sergio Ramelli, fascista degli anni ’70 ucciso da estremisti di sinistra. An ha voluto provocare palesemente la sinistra cremasca indicendo una raccolta di firme per intitolare una via al loro “martire per l’occasione”. Queste due iniziative hanno provocato la reazione degli autonomi prima e di Rifondazione poi. In entrambi i casi Azione Giovani è stata scortata e protetta da quei “corpi di uomini armati” sopra citati che per due volte ci hanno provocato facendoli sfilare a pochi metri di distanza. Sabato 4 gennaio per accoglierci nel modo più simpatico possibile hanno militarizzato Piazza del Duomo di Crema con 100 agenti tra poliziotti e carabinieri. Il risultato: Azione Giovani con non più di 30 militanti è stata libera di fare ciò che ha voluto tra cui scavalcare il cordone dei carabinieri per cercare di caricarci e al termine della manifestazione risalire le vie laterali del centro per tenderci un’imboscata alle spalle mentre noi, che al culmine della presenza saremo stati circa 70 tra Prc, Gc, alcuni attivisti e simpatizzanti del Csp e autonomi, siamo stati caricati indiscriminatamente per ben 3 volte dalla celere riportando in tutto 4 feriti. La stampa borghese ha come al solito stravolto i fatti! Questo numero del giornale esce troppo a ridosso dei fatti per dedicare lo spazio necessario alla questione, ma una cosa va detta: se la stampa locale ha chiamato noi neocomunisti perché ha chiamato loro ramelliani? Avrebbero dovuto chiamarli neofascisti! Chiamino le cose con il loro nome, noi siamo e saremo sempre, non l’abbiamo mai negato e mai lo negheremo, COMUNISTI e loro sono e saranno sempre, sono i fatti a dimostrarlo, i soliti FASCISTI! Come combattere i fascisti in passato come oggi? Non tanto con l’azione diretta di qualche avanguardia che, sostituendosi alle masse, prende su di sé il ruolo di eliminare i fascisti, ricorrendo al semplice scontro fisico. I fascisti vanno sconfitti con una battaglia politica che miri a smascherarli e spieghi il loro ruolo storico nelle scuole, sui posti di lavoro e tra la gente. Quando le masse, e non delle avanguardie isolate, capiranno, saranno loro stesse a rispondere anche fisicamente non solo ai fascisti ma anche ai loro “cani da guardia” poliziotti e carabinieri. Come Comitato in difesa della Scuola Pubblica abbiamo ritenuto indispensabile rispondere immediatamente a simili episodi. Da 30 anni a Crema la polizia non caricava indiscriminatamente un presidio tenuto da attivisti di sinistra. Il loro obiettivo è incutere paura a tutti coloro che vogliano scendere in piazza per protestare contro questo sistema. Hanno colpito noi per spaventare qualsiasi studente o lavoratore. Per questo abbiamo indetto immediatamente uno sciopero studentesco con presidio nel centro città che dia una riposta compatta alla repressione della polizia. |