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Trasporto merci Stampa E-mail
Scritto da Pietro Sassi, Pino Marazzi   
Accordo burla 

Il 10 dicembre 2002 è stato raggiunto l’accordo per l’aspetto economico del contratto trasporto merci per il biennio 2002-2003, e parte del primo biennio (2001). Ci saranno 57 euro di aumento (relativi al terzo livello super) e un’una tantum di 500 euro. 57 euro lordi di aumento possono sembrare un po’ pochini, ma in realtà sono molto meno.

Sono una tripla burla ai danni dei lavoratori di cui le direzioni sindacali si sono fatte garanti (garanti della burla, non dei lavoratori, ovviamente).

Tripla burla per tre ordini di considerazioni

1) L’ aumento non è altro (in ossequio ai famigerati accordi di luglio) che un adeguamento dei salari al tasso programmato d’inflazione, cioè l’1.3% per il 2001 (recupero), l’1.7% per il 2002 e l’1.4% per il 2003. Questa sarebbe già un rapina nella busta paga dei lavoratori considerando il tasso ufficiale d’inflazione calcolato dall’Istat, che sarebbe del 2.5% per il 2002 con una previsione del 2% per il 2003. Se poi consideriamo il ridicolo di cui si sono coperti i dati Istat in questi giorni, la prospettiva si aggrava.

Infatti, l’inflazione ufficiale su base annua dell’ultimo trimestre di quest’anno è stata corretta dallo stesso Istat dal 2.8 al 3.8%, in base... alle proteste delle associazioni consumatori e dai dati sull’inflazione forniti dall’Eurispes: questi dati parlano di un 29% d’inflazione annua. Lasciamo ai lettori che fanno la spesa decidere quale istituto statistico stia diffondendo dati falsi. Comunque è facile vedere in questa vicenda l’ubbidienza dell’Istat alle direttive politiche di governo, Confindustria e Banca D’Italia (alle direttive del capitalismo italiano per farla breve). Adesso l’inflazione “scientificamente” calcolata dall’Istat è passata (nel giro di qualche giorno) da un decimo di quella più sobriamente calcolata dall’Eurispes, ad un settimo! Gente ragionevole.

2) la controparte padronale offriva come adeguamento 54 euro lordi mensili più un una tantum di 500 euro, le direzioni sindacali chiedevano 82 euro come adeguamento. Va bene che la vita è un compromesso, ma un aumento di 57 euro si chiama con un altro nome. A poco può consolare la clausola inserita nell’accordo per la quale le parti si rincontreranno ad aprile e giugno per rivedere gli aumenti in base ai dati effettivi dell’Istat relativi all’inflazione reale del 2002. L’aumento effettivo su cui possiamo contare in questo momento è, e resta fino a prova contraria, di 57 euro e quello che accadrà da aprile in poi è tutto da verificare. I padroni, in questi anni, ci hanno abituato ai “ripensamenti” più incredibili e magari ad aprile ci troveremo a dover fare gli scioperi che a dicembre ci sono stati risparmiati. L’una tantum non è che la minima parte di quanto dovuto come aumento per un anno di ritardo nella stipulazione del contratto.

3) Anche se avessimo ottenuto quello che chiedevamo sarebbe stata comunque una magra consolazione. Per 3 euro di aumento al mese i vertici sindacali ci hanno risparmiato 16 ore di sciopero oltre ad attuare il blocco degli straordinari dal 4 dicembre fino almeno al 23 dicembre (data dell’ultima mobilitazione programmata). Scioperi che sarebbero costati all’incirca 420 euro in meno nelle buste paga del mese (se volete telefonate in redazione che facciamo i calcoli insieme). Se, in un momento di inconcepibile combattività, la direzione sindacale avesse ottenuto tutti e 82 gli euro di aumento (24 in più rispetto alla proposta padronale), ci sarebbero comunque voluti un anno e tre mesi per recuperare i soldi perduti con le iniziative di lotta proposte.
 
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