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dalle singole scuole divampa la lotta generale contro il Governo Stampa E-mail
Scritto da Marco Cucinelli (C.S.P. Crema)   

Crema

L’ambiente che troviamo oggi nelle scuole cremasche rispecchia esattamente quello dei luoghi di lavoro e dei quartieri: precarietà, repressione e totale assenza dei diritti, compresi quelli basilari. Il Liceo Artistico di Crema, una delle 2.000 scuole che in futuro dovrebbero essere chiuse perché non rispettano la proporzione di un insegnante ogni 9,5 studenti, ne è un chiaro esempio. Con l’introduzione dell’ormai celeberrima Autonomia Scolastica, la preside (ora dirigente scolastico) sta utilizzando fino in fondo ogni potere a sua disposizione. L’ambiente che si respira in questa scuola è palesemente autoritario e repressivo. La pausa pranzo è di soli 20 minuti, manca una mensa scolastica e gli studenti non hanno la possibilità di uscire dall’ edificio scolastico per comprare qualcosa da mangiare; pena l’immediata sospensione (come accaduto tre settimane fa ad uno studente). L’autoritarismo della preside si rende visibile, inoltre, facendo rispettare rigidamente il regolamento di istituto senza tenere conto delle esigenze degli studenti e una piccola cricca di docenti reazionari cerca, col silenzioso consenso della preside, di reprimere gli studenti attivi politicamente creando un clima intimidatorio. Inoltre, il Liceo Artistico, dopo 10 anni di illusorie promesse, ha finalmente ottenuto una sede scolastica 3 anni fa; peccato che già da quest’anno non sia più in grado di sostenere un lieve incremento degli iscritti ed è stata costretta a tagliare alcuni laboratori per far posto agli studenti. Questo è un chiaro esempio di un utilizzo non adeguato delle già insufficienti risorse destinate alla scuola pubblica. Un altro tasto dolente è il forte aumento delle tasse di iscrizione. Agli studenti viene spiegato che parte di questi soldi verrebbe utilizzata per acquistare materiale scolastico a "buon mercato", ma gli studenti non hanno mai ricevuto nemmeno un foglio o una matita! A tutto questo si aggiunge il fatto che la scuola è molto lontana dalla stazione. Come risolvere il problema? Semplice! E’ stata organizzata una navetta che trasporta gli studenti dalla stazione alla scuola; ma la navetta è a pagamento!!! Quindi oltre al caro-libri, ai costi esorbitanti dei mezzi di trasporto, all’ aumento delle tasse scolastiche si aggiunge quest’ulteriore costo. In altre scuole la situazione non è di certo migliore. Quest’anno scolastico si è aperto al Liceo Scientifico con una serie di problemi di non poco conto. Parte degli studenti sono stati "sistemati" in una sede che non rispetta i minimi requisiti di sicurezza, per mancanza di spazi. Inoltre queste aule sono spesso inadeguate; molte hanno addirittura la forma ad "L"!!! Come è possibile fare lezione in spazi del genere? Per far fronte all’emergenza, il preside ha avuto la brillante idea di lasciare gli studenti del triennio in questa sede per giunta sprovvista di laboratori! Ma le cose più eclatanti sono l’arroganza e l’autoritarismo del preside che hanno raggiunto livelli spaventosi: i docenti vengono obbligati a registrare nominativi, ore, minuti e motivo (?!!) delle uscite e dei rientri dall’aula degli studenti. Quindi uno studente deve specificare al suo docente quali sono i suoi bisogni!!! A peggiorare la situazione è subentrata l’ultima fantastica trovata del preside circa le elezioni per i rappresentanti d’istituto: il democraticissimo dirigente scolastico ha imposto agli studenti di presentare le liste di istituto con limite di tempo massimo di tre giorni e vengono lasciati solo due giorni per svolgere la campagna elettorale, compresa l’assemblea d’istituto. Ciò crea non pochi problemi agli studenti impegnati politicamente per la difesa della Scuola Pubblica. E’ comunque chiaro che se i presidi intraprendono questo tipo di misure è sintomo del fatto che cominciano a reputare il movimento studentesco un reale pericolo. Infatti il movimento studentesco cremasco sta crescendo a ritmi elevati e si sta organizzando seriamente. Al Liceo Artistico è nato un forte Comitato in difesa della Scuola Pubblica che raggruppa studenti di molte delle scuole di Crema e il Liceo Scientifico è già sceso in piazza contro la situazione che si è creata nella propria scuola. Ma le cose stanno andando ben oltre. Il livello politico degli studenti sta crescendo molto rapidamente anche grazie al clima del forte scontro sociale su scala nazionale; gli studenti iniziano a comprendere la necessità di lottare non solo per i problemi della singola scuola, ma cominciano a portare avanti rivendicazioni più ampie che escono dalla semplice lotta studentesca. Infatti, un significativo salto di qualità è avvenuto con la nuova campagna del C.S.P. in sostegno e in solidarietà allo sciopero generale del 18 ottobre contro la politica interna (tagli allo stato sociale, attacchi ai diritti di lavoratori e studenti, legge schiavista Bossi-Fini) ed estera (futura guerra imperialista in Irak) di questo governo e per il suo abbattimento. Mentre scriviamo (11 ottobre) siamo in pieno svolgimento delle campagna nelle scuole per lo sciopero generale. Siamo sicuri che la partecipazione studentesca sarà massiccia.
 
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