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l governo Berlusconi, dopo le misure, le leggi e le riforme totalmente reazionarie contro cui gli studenti e i lavoratori hanno lottato e continuano a lottare, ha deciso di smantellare lo stato sociale attraverso una finanziaria che colpisce sempre più duramente anche la scuola pubblica. Il CSP di Udine ha deciso di attivarsi contro questo governo e di preparare una forte mobilitazione studentesca in vista dello sciopero generale, unendo così nella lotta studenti e lavoratori che, ora più che mai, hanno lo stesso nemico.
Quella che si respira all’interno degli istituti scolastici udinesi è certamente un’atmosfera carica di combattività e disponibilità a scendere in campo nello scontro sociale. Già alla fine dell’estate, dopo la firma dello scellerato "patto per l’Italia ", gli studenti del CSP hanno deciso di dare battaglia, organizzandosi e discutendo dei metodi di lotta. Da subito c’è stata una buona partecipazione; le prime riunioni sono state di "consolidamento" in quanto è stata discussa approfonditamente la piattaforma soffermandosi particolarmente sull’autonomia scolastica e la conseguente privatizzazione e smantellamento della scuola pubblica, contestando duramente lo strapotere dei presidi-manager e i sempre maggiori costi legati all’istruzione (libri, trasporti, tasse,…) Il percorso di approfondimento sui temi dello sciopero generale, svoltosi attraverso varie iniziative, ha avuto il suo momento centrale in un’assemblea pubblica nella quale è intervenuto Stefano Pol, membro del coordinamento nazionale NIdiL - CGIL. Nell’iniziativa, molto partecipata (più di 50 studenti), si è affrontato il problema del precariato, che investe soprattutto le giovani generazioni, privandole dei fondamentali diritti e tutele. Gli studenti hanno anche espresso la propria totale contrarietà verso il probabile intervento armato ai danni della popolazione irachena; è stata inoltre proposta un piattaforma rivendicativa, composta da una decina di punti, che il CSP intende presentare ai lavoratori il 18 ottobre; essa propone, tra l’altro, il ritiro integrale della riforma Moratti e dell’autonomia scolastica, l’eliminazione della finanziaria per un piano di investimenti nei servizi sociali, l’estensione dello statuto dei lavoratori e il conseguente ritiro del "patto per l’Italia", la lotta al precariato fino alla sua abolizione, per garantire a tutti i ragazzi che escono da scuola e università un posto di lavoro sicuro e decoroso, l’abrogazione della Bossi-Fini per garantire il permesso di soggiorno, diritto di voto e accesso a tutti i servizi sociali agli immigrati. Presenteremo queste rivendicazioni e queste proposte sia attraverso un volantino che con l’intervento di una nostra compagna dal palco dove si terranno i comizi finali; è in questa occasione che chiederemo ai lavoratori di unirsi agli studenti nel portare avanti la lotta fino ad ottenere le dimissioni e la conseguente cacciata del governo Berlusconi. |