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Royal diventa Direct Line Stampa E-mail
Scritto da Sara Cimarelli   

Nuova azienda nuova protesta

Il 7 settembre Royal Insurance, viene acquisita da Direct Line, così ora l’azienda ha due sedi quella di Cinisello Balsamo (ex Royal Insurance) e quella di Lambrate già Direct Line.

Da subito la nuova azienda rende chiare le sue intenzioni, dimezzare gli stipendi e spazzare via i diritti che i lavoratori avevano conquistato lottando prima della fusione tra Royal Insurance e Direct Line.

Oltre ai soprusi dell’azienda si va ad aggiungere l’arroganza dell’ ANIA (l’associazione padronale delle imprese d’assicurazione), che non ha nessuna intenzione di discutere la piattaforma proposta dai sindacati, per il rinnovo del contratto, ma anzi vuole imporre modifiche al quanto sconvolgenti. Tipo: Turni di lavoro di 24 ore, revisione dei permessi personali, riduzione scatti d’anzianità, ecc. Per questo motivo le organizzazioni sindacali hanno dovuto indire per il 10 ottobre uno sciopero nazionale degli assicuratori.

Così nelle assemblea sindacali in azienda abbiamo discusso e votato un’azione di lotta contro le condizioni dell’azienda unificandole con lo sciopero nazionale sul rinnovo del contratto. Uno sciopero contro l’arroganza dell’azienda, uno sciopero contro l’arroganza dell’ANIA. Dalle votazioni è emersa una chiara risposta: i lavoratori non sono disposti a cedere quello che hanno ottenuto lottando!

Questo ci ha dato le basi per organizzare non solo lo sciopero, ma il primo presidio nella storia di quell’azienda, questa volta non dovevamo solo bloccare il lavoro, ma dovevamo anche far sentire chiaramente che quello sciopero non era solo contro l’ANIA ma soprattutto contro l’azienda!Lo sciopero è stata l’occasione per incominciare a coinvolgere i lavoratori della sede di Lambrate.

Lavoratori che vivono in condizioni di lavoro peggiori delle nostre e che oltre a questo hanno sempre avuto un sindacato troppo moderato e troppo compiacente nei confronti dell’azienda. Sindacato che non ha mai fatto nulla per migliorare le condizioni di questi lavoratori. Così, sotto anche suggerimento degli stessi lavoratori, abbiamo prodotto una lettera aperta, distribuita poi davanti alla sede di Lambrate. Nella lettera spiegavamo l’importanza di aderire a questo sciopero non solo per le questioni nazionali, ma anche per solidarizzare con la nostra lotta, in quanto una nostra vittoria sarebbe stato un passo vero l’estensione di questi diritti anche a loro.

A questo nostro appello i lavoratori hanno risposto in modo positivo e oltre all’adesione allo sciopero del 95% e alla partecipazione attiva al presidio dei lavoratori della sede di Cinisello, abbiamo potuto contare sull’adesione del circa 60-70% dei lavoratori di Lambrate!.

La risposta dei lavoratori ha sicuramente fatto paura all’azienda, ha sicuramente cambiato i rapporti di forza, infatti il giorno dopo lo sciopero l’azienda ha dovuto fare molti passi indietro, passando da un atteggiamento arrogante "che nulla si può trattare tutto decide l’azienda" con un atteggiamento di chi deve fare buon viso a cattivo gioco avendo le delegate il pieno sostegno dei lavoratori.

Le posizioni dell’azienda sono sempre state discusse, insieme alle contro proposte delle delegate, coi lavoratori in assemblea.

La partecipazione attiva dei lavoratori in assemblea come agli scioperi si è dimostrata, come sempre, determinante per il buon esito di ogni vertenza. Soprattutto per smuovere quei delegati che forse non hanno ancora capito da che parte stare!

 
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