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Scritto da La redazione   
Tasse e….pubblicità

In un recente incontro nazionale, i rettori di tutte le università italiane hanno espresso la propria preoccupazione per la mancanza di fondi che attanaglia l'università pubblica. I più pessimisti si sono spinti a prevedere un crack del sistema universitario entro il 2008. Le entrate continuano ad essere minori delle uscite. Questo ha fornito il pretesto per un ulteriore aumento delle tasse. All'università Statale di Milano il contributo fisso d'iscrizione (la prima rata annuale uguale per tutti i redditi) è passata dai 459 Euro del 1999 agli attuali 495 Euro. In altre università gli aumenti sono addirittura superiori. Diverse hanno scelto di non aumentare le tasse d'iscrizione alla laurea di base ma di farlo per quelle specialistiche. A Bologna una Laurea Specialistica costa mediamente 2200 Euro. Visto che la Laurea di Base non vale nulla senza specializzazione, il risultato non cambia. Le tasse ovviamente non sono l'unico costo scaricato sulle nostre tasche. Continuando con l'esempio di Milano, la spesa media di alloggio per uno studente fuori sede oscilla tra i 300 ed i 500 Euro mensili. Questo è il livello degli affitti, una questione che riguarda l'88 % dei 50.000 studenti fuori sede presenti nella città. In tutta Milano ci sono infatti soltanto 3.000 posti letto. Ma le università sono ridotte così in miseria? In un certo senso sì visti i 20.000 miliardi di vecchie lire di tagli subiti negli ultimi 10 anni. Ma sicuramente non mancano i fondi iniziative aziendali. E' ormai diffusa la pubblicità che ogni azienda (ops…università) si fa per accaparrarsi iscritti. Nel '97 le università private spendevano 1 milione e mezzo di Euro in pubblicità mentre quelle pubbliche circa 600.000 Euro, per un totale superiore ai 2 milioni di Euro. Oggi le private spendono 11 milioni e 800mila Euro di pubblicità mentre quelle pubbliche 10 milioni e 300mila Euro per un totale di quasi 22 milioni di Euro. Se l'università di Padova si fa pubblicità con lo slogan "qui vi hanno studiato con profitto Copernico, Guicciardini, Tasso", tutte le università dovrebbero farsi pubblicità con il seguente slogan: "AAA. Ottima università offresi per svariate migliaia di Euro (non trattatabili). Astenersi figli di lavoratori".

 
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