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Scritto da Paolo Brini
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(mentre Prodi, Bonino e Montezemolo guardano altrove)
Da oltre 18 mesi l’Egitto è attraversato dall’ondata di scioperi più
vasta degli ultimi decenni. Le proteste hanno raggiunto il loro culmine
nelle giornate del 6-8 aprile quando i lavoratori della zona
industriale di Mahalla Kubra sono scesi in sciopero a migliaia,
nonostante il diritto di sciopero sia proibito per legge, e sono stati
attaccati duramente dalla polizia.
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Scritto da Jean Duval e Fred Weston
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6 aprile: una prova generale per i movimenti futuri
Da quando questo articolo è stato scritto le mobilitazioni in Egitto non si sono fermate, nonostante la repressione da parte dell'apparato dello stato. Gli scontri sono continuati per le strade attorno alla fabbrica tessile di Mahalla, mentre diversi leader operai sono ancora in stato di fermo. Nei prossimi giorni seguiremo ancora lo sviluppo degli avvenimenti.
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Scritto da Francesco Merli
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Mentre gli occhi del mondo erano giustamente puntati sulla lotta di
massa e la repressione in Birmania, il regime egiziano di Hosni
Mubarak, al potere dal 1981 dopo l'assassinio del precedente leader
Sadat, sta attraversando una crisi profonda, propiziata da una delle
più importanti lotte operaie da alcuni decenni a questa parte.
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Scritto da Claudio Bellotti
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Perché ci opponiamo alla missione libanese
La missione Onu in Libano, come si è visto in queste settimane, ha
trovato un sostegno quasi unanime nella sinistra italiana. Anzi, quanto
più ci si sposta a sinistra nell’arco parlamentare, tanto più cresce
l’entusiasmo per il ritorno in campo di questa istituzione, uscita
assai ammaccata dalle vicende irachene. Si saluta con entusiasmo la
“fine dell’unilateralismo Usa”, spingendosi persino a proporre che la
missione Onu venga estesa in Palestina come strumento per porre fine
all’occupazione israeliana e creare, finalmente, uno Stato palestinese.
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Scritto da Claudio Bellotti
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La guerra in Libano è stata forse breve per durata (33 giorni), ma le sue implicazioni sono di vasta portata e solo attraverso una analisi generale del conflitto mediorientale è possibile orientarsi tra le cortine fumogene della propaganda e tentare di comprendere gli avvenimenti e soprattutto i nostri compiti.
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