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Scritto da Alessandro Villari
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Una sentenza recente del Tribunale di Milano ha stabilito che una lavoratrice di un call center, con contratto a progetto, aveva in realtà diritto a essere considerata fin dall’assunzione una lavoratrice subordinata a tutti gli effetti. L’azienda, una società di consulenza dai tratti inquietantemente simili al call center del film “Tutta la vita davanti”, è stata condannata a reintegrare la lavoratrice, a pagarle tutti gli stipendi arretrati da quando era scaduto il contratto a progetto dichiarato illecito, e a versare all’INPS tutti i contributi.
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