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Scritto da Davide Bacchelli
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Primo: evitare ogni cedimento verso gli interessi dei padroni
Il 24 febbraio si è aperta la trattativa per il rinnovo della parte economica del contratto nazionale dei metalmeccanici. Le delegazioni di Fim, Fiom e Uilm hanno ufficializzato alla controparte padronale la piattaforma approvata dai lavoratori nel referendum del 15, 16 e 17 febbraio. La richiesta di 130 euro medi, 25 dei quali per quei lavoratori che non hanno un contratto aziendale, è stata definita “sulla luna” da parte di Calearo, presidente di Federmeccanica, per il quale gli aumenti salariali non devono andare oltre il recupero dell’inflazione programmata dal governo per gli anni 2005 e 2006, equivalenti a 59,58 euro.
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