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Scritto da Claudio Bellotti
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Iraq, occupazione e
resistenza
Recentemente il segretario
di Stato Usa Colin Powell ha ammesso apertamente il reale stato di cose in Iraq
quando ha dichiarato: “Non ci aspettavamo una resistenza così”.
Le parole di Powell
riassumono l’elemento decisivo per comprendere le prospettive per la situazione
irachena: l’amministrazione Usa si è imbarcata, ormai oltre un anno fa, in
questa avventura senza aver realmente valutato a fondo le conseguenze delle proprie
azioni. Ogni passo veniva compiuto senza pensare quale ne sarebbe stato l’esito
e quale avrebbe potuto essere la mossa successiva. Sono passati solo sei mesi
da quando Bush annunciò dal ponte di una portaerei la fine del conflitto in
Iraq. Sembra invece passato un secolo, e le parole trionfanti di Bush (e di
tutti i suoi tirapiedi in giro per il mondo) se rilette oggi sembrano provenire
da un altro mondo.
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Scritto da Andrea Davolo
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Alcuni cenni storici sulla Rivoluzione Coloniale nel
mondo arabo
Dopo la seconda guerra
mondiale abbiamo visto un enorme sviluppo della rivoluzione coloniale,
probabilmente il più grande movimento dei popoli oppressi nella storia umana. In
Asia, Africa, America Latina, decine di popoli combatterono per la propria
emancipazione nazionale.
Il mondo arabo, oggi al
centro degli interessi economici e strategici dell’imperialismo, fu teatro di
un risveglio imponente: dall’Algeria all’Iraq, passando per l’Egitto, la Siria,
la Palestina ed altri ancora, tutti i paesi arabi furono attraversati da
movimenti rivoluzionari laici e progressisti, a dispetto della propaganda
borghese che tende a dipingere le popolazioni arabe come “naturalmente inclini”
al fondamentalismo islamico.
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Scritto da Francesco Merli
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Ben prima della
proclamazione dello Stato d’Israele (14 maggio 1948) il sogno sionista di
formare uno Stato che desse nuova vita alla biblica terra d’Israele si era
rivelato alla prova dei fatti, come aveva predetto Trotskij, una “trappola
mortale” per centinaia di migliaia di ebrei, un’utopia reazionaria densa di
tragiche conseguenze.
Il mito di una “terra
senza popolo, per un popolo senza terra”, coniato da Lord Shaftesbury nel 1854
e ripreso dalla letteratura sionista, era una mistificazione priva di alcun
fondamento salvo giustificare l’immigrazione ebraica e l’espropriazione
progressiva delle terre dei palestinesi.
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Scritto da Francesco Giliani
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Agosto 2003: il
Pentagono Usa ha proiettato ai suoi ufficiali “La Battaglia di Algeri” di
Pontecorvo. Il film mostra un episodio della guerra di liberazione nazionale
algerina. In Algeria una guerriglia prevalentemente contadina sconfisse
l’imperialismo francese. Il fattore puramente militare non fu decisivo nel
determinare l’esito della guerra. I vertici politico-militari nordamericani
sembrano preoccupati che l’attuale impantanamento in Iraq si trasformi in una
sconfitta cocente come quella subita dalla Francia in Algeria. I loro timori
sono senz’altro fondati.
Le lotte di liberazione
nazionale in Africa, Asia e Medio Oriente sono state un passo in avanti per
l’umanità. Ogni colpo inferto all’imperialismo ed alle catene dell’oppressione
nazionale deve essere visto con favore da ogni militante comunista. Infatti,
anche quando non arriva all’abbattimento del capitalismo, rappresenta un passo
in avanti nella lotta per il socialismo indebolendo l’imperialismo. Quali forze
sociali e politiche guidarono la lotta del popolo algerino contro l’oppressione
imperialista? Come fu possibile sconfiggere uno degli eserciti più moderni del
mondo? Quali programmi e quali metodi di lotta vennero impiegati? Quali effetti
ebbe in Francia la lotta di liberazione nazionale del popolo algerino? Quale
tipo di regime si instaurò in Algeria con l’indipendenza ottenuta nel 1962? Era
un regime socialista oppure no?
Questi sono alcuni dei
temi che tenteremo di approfondire in questo articolo.
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Scritto da La redazione di Falce Martello
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Autorità nazionale palestinese (Anp) - nata dagli accordi di Oslo (1993), e del Cairo (1994). Presieduta
da Yasser Arafat e da un Consiglio legislativo palestinese eletto nel 1996,
“amministra” circa il 40% della striscia di Gaza e le città palestinesi della
Cisgiordania, sotto l’incombente presenza militare israeliana.
Diaspora - dal greco, “disseminazione”, “spargimento”. Dispersione di un popolo
esiliato dalla sua terra. Per antonomasia riferito alla diaspora ebraica, dopo
il 1948 anche usato per descrivere la condizione del popolo palestinese.
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