|
Scritto da La redazione di Falce Martello
|
|
Il marxismo e il problema delle nazionalità oppresse
Lo Stato nazionale moderno è stato creato dalla
borghesia nascente, che nella lotta per un mercato il più ampio e
aperto possibile ha travolto le barriere del feudalesimo, ha unificato
le nazioni e istituito nuove frontiere per difendere il proprio mercato
contro i prodotti delle altre borghesie.
|
|
Leggi tutto...
|
|
|
Scritto da FalceMartello
|
|
La lotta all’imperialismo e la difesa del diritto all’autodeterminazione dei popoli
Le ragioni storiche della polveriera balcanica
Verso l’anno
1000 il Kosovo era una regione contesa da serbi e bulgari; nel 1018
venne conquistato dall’Impero d’Oriente, ma dopo numerose guerre i
serbi lo riconquistarono trasferendo lì il cuore dello Stato, fino alla
battaglia di Kosovo Polje (1389), che vide sconfitto l’esercito serbo e
che aprirà ai turchi le porte dei Balcani per oltre mezzo millennio.
Gli equilibri etnici rimarranno gli stessi per secoli fino alla fine
del 1600 quando fallì l’offensiva turca contro la città di Vienna. I
serbi, alleati degli austriaci, fuggirono dal Kosovo per timore di
rappresaglie, lasciando via libera ai popoli dell’Albania
settentrionale che emigreranno nella regione occupando le pianure
abbandonate dai serbi. Il grosso dell’immigrazione albanese nel Kosovo
avverrà tra la metà del XVIII secolo e la metà del XIX.
|
|
Leggi tutto...
|
|
|
Scritto da Alan Woods
|
|
L’arresto di Abdullah Ocalan, presidente del Pkk, e la condizione del popolo curdo
L’arresto
di Abdullah Ocalan, presidente del Pkk (Partito dei lavoratori del
Kurdistan), ha portato all’attenzione di tutto il mondo il tema
dell’oppressione del popolo curdo. Il governo turco ha tentato di
dipingere Ocalan come un terrorista sanguinario, responsabile della
morte di migliaia di turchi. È vero che molti soldati e civili turchi
sono morti nei quindici anni di guerra contro il separatismo curdo. Ma
non per responsabilità di un uomo. È il risultato dell’oppressione
nazionale dei curdi da parte della classe dominante turca, la stessa
classe che opprime tutti i lavoratori in Turchia, che siano curdi o
turchi. Migliaia di curdi sono morti nelle operazioni dell’esercito
turco nella Turchia sud orientale.
|
|
Leggi tutto...
|
|
|
Scritto da Roberto Sarti
|
|
La questione dell’Irlanda del Nord è da sempre in primo piano per molti
attivisti di sinistra e del movimento operaio italiano. L’oppressione
plurisecolare dell’imperialismo inglese sull’isola, le migliaia di morti
degli ultimi trent’anni, l’ennesimo processo di pace che sta andando in
fumo, pongono interrogativi cui cercheremo di fornire una risposta in questo
scritto.
|
|
Leggi tutto...
|
|
|
Scritto da Michele Fabbri
|
|
Nel XVIII secolo, anche se la Spagna aveva raggiunto l’unità dello Stato
due secoli prima, c’erano meno scambi commerciali nella penisola che nel XVI
secolo! La preponderanza della nobiltà latifondista e l’influenza reazionaria
della chiesa cattolica avevano impedito qualsiasi tentativo dell’incipiente
borghesia di realizzare una riforma economica e sociale. I rapporti tra le
diverse province erano limitati, le strade erano trascurate e in alcuni casi
abbandonate. Questa situazione ha permesso la coesistenza di uno Stato centrale
e di tanti particolarismi locali.
|
|
Leggi tutto...
|
|
|
Scritto da Leon Trotskij
|
|
Articolo scritto il 22/4/1939. Apparso il 9/5/1939 in “Socialist
Appeal” col titolo “The problem of the Ucraine”.
Di seguito riportiamo due articoli sull’Ucraina scritti da Trotskij 50
anni fa. lo scopo di questi scritti era chiarire quali parole d’ordine erano
più adeguate per intervenire nell’Ucraina che allora era divisa tra più
stati, anche se la maggior parte apparteneva all’URSS. Trotskij partendo dalla
constatazione che in Ucraina, anche in quella sovietica, sono cresciute a
dismisura le tendenze nazionaliste, propone con decisione lo slogan per un’Ucraina
indipendente e socialista. Spiega come l’Ucraina può unificarsi ed essere
libera solo sulla base di una rivoluzione socialista e critica chi, dicendo di
voler difendere l’URSS, non accetta il diritto dell’Ucraina a separarsi dall’URSS
stessa. La scelta di questa parola d’ordine dipende dall’analisi delle
condizioni oggettive, di quanto è grande la frustrazione delle masse ucraine
nei confronti di Mosca. Non si tratta di difendere un principio morale, ma di
trovare il percorso più facile per coinvolgere le masse ucraine nella lotta per
il socialismo evitando che cadano nella trappola del nazionalismo borghese.
|
|
Leggi tutto...
|
|
|