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Scritto da La redazione di Falce Martello
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Imperialismo, globalizzazione, lotta di classe
Dopo Nizza
Le manifestazioni di Nizza del 6-7 dicembre hanno
chiuso un anno inaugurato dalle manifestazioni di Seattle. Dodici mesi
nei quali l’ondata partita dagli Stati Uniti se è allargata fino a
raggiungere l’Europa.
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Scritto da Roberto Sarti
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Un bilancio del movimento
Il movimento contro le istituzioni mondiali del
capitale e la globalizzazione si è imposto come protagonista sulla
scena politica dopo le contestazioni al vertice del Wto di Seattle del
dicembre 1999.
Da allora ogni riunione dei grandi organismi
economici e finanziari, a Washington, Davos, Praga, Nizza e anche,
logicamente su scala minore, a Genova, Ancona, Bologna è stata posta
sotto assedio da migliaia e decine di migliaia di manifestanti.
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Scritto da Claudio Bellotti
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Globalizzazione o imperialismo?
Il movimento di
Seattle ha avuto il grande merito di puntare finalmente il dito sugli
orrori e le aberrazioni economiche e sociali indotte dalla
globalizzazione. La denuncia dell’"orrore economico", dello
sfruttamento dei paesi sottosviluppati, delle crescenti ingiustizie
sociali ha avuto un ruolo enormemente positivo nel contrastare
l’ideologia dominante che presenta il mondo attuale come un paradiso
indotto dal libero mercato e dalla "liberaldemocrazia".
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Scritto da Alessandro Giardiello
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La teoria dei "due campi":
ieri come tragedia, oggi come farsa
Il dibattito sulle questioni internazionali ha fatto
emergere differenze importanti nella maggioranza del Prc. Un articolo
di Fausto Sorini pubblicato da Liberazione il 17 maggio, ha
scatenato una discussione sul giornale (con interventi di Mantovani il
19 e di Vinci il 22) e poi nel partito fino a giungere in direzione
nazionale, il 29 giugno.
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Scritto da Alan Woods, Ted Grant
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Il nuovo disordine mondiale
I rapporti internazionali all’alba del XXI secolo
"Esattamente
come il XIX secolo si era chiuso, nel 1914, con lo scoppio della prima
guerra mondiale, la guerra nel Kosovo (la prima in Europa dal 1945)
segna il nostro vero ingresso nel XXI secolo. È sintomatico che si
entri nella nuova era nello stesso tragico modo (e quasi negli stessi
luoghi) di allora. Questi eventi riflettono il cambiamento di ruoli dei
vari attori internazionali (…). Gli Usa sono rimasti l’unica vera
"iperpotenza": una situazione che si rivelerà disastrosa."
(Dominique Moisi, vicedirettore dell’Institut Français des Relations Internationales, sul Financial Times del 29/3/99)
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