Scritto da la Redazione di "Marxistiki Foni" (Grecia)
Tutte le macchine si sono fermate così come le navi, il trasporto
pubblico è stato bloccato, lo stato è stato paralizzato. La classe
operaia greca ieri ha risposto, nonostante il fatto che i mass media e
la borghesia volessero zittirla attraverso una tempesta di terrorismo
ideologico e politico, ed è tornata all’azione con uno sciopero
generale di grandi proporzioni.
La Grecia è uno dei membri più deboli dell’euro-zona. Si è pesantemente
esposta e adesso ha raggiunto il punto in cui rischia di non poter più
ripagare i debiti. Le cose sono cambiate drammaticamente negli ultimi
due anni. Dopo una crescita economica durata 16 anni, nel 2009
l’economia è entrata in recessione con la caduta del 1,6% del PIL, e
mentre si vedono segnali di recupero nel resto d’Europa, la Grecia nel
2010 vedrà peggiorare ancora la situazione con una contrazione
dell’economia attesa di un ulteriore 1,6%.
Le recenti elezioni hanno visto un importante svolta a sinistra nella
società greca, con il 56% del voto dell’elettorato andato ai partiti di
sinistra. I risultati delle elezioni rappresentano inoltre una
sconfitta storica per Nuova Democrazia (ND), il partito principale
della borghesia greca, e segnano una svolta a sinistra nella società
greca.
Giovedì 2 aprile in Grecia abbiamo assistito all’undicesimo sciopero
generale da quando il partito di destra Nuova Democrazia (ND) è salito
al potere nel 2004. Degli ultimi scioperi generali, questo è stato il
più grande, con una partecipazione più ampia e manifestazioni più
grandi di quelle degli scioperi di ottobre e dicembre 2008.