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Scritto da Pietro Sassi
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Il prezzo delle contraddizioni capitaliste
Il 12 marzo il primo ministro serbo Zoran Djindjic è stato ucciso da due o tre cecchini nel cortile dello stesso palazzo del governo. Questo avvenimento pone la parola fine alle illusioni sulla possibilità di una Serbia “europea”, cioè con un capitalismo politicamente stabile e relativamente prospero.
In realtà questo assassinio non deve apparire inaspettato nella situazione serba odierna: negli ultimi due anni i casi irrisolti di assassinii di gansters come pure di funzionari di Stato sono diventati di normale amministrazione in questo paese.
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