La
campagna xenofoba lanciata dalle forze di destra e legittimata dall’azione del
governo Berlusconi non accenna a finire, provando a penetrare in profondità
nella società italiana.
Abbiamo
intervistato Remo Di Legge, operaio comunista, originario dell’aquilano, prima
emigrato in Germania e poi a Modena, oggi militante marxista e licenziato
politico. Il racconto della sua vita è una storia esemplare di sfruttamento e
repressione politica, ma anche di lotta di classe per i diritti e la dignità
dei lavoratori.
I fatti di Rosarno sono una cartina al tornasole della "polveriera Italia". Il capitalismo genera lo sfruttamento disumano in cui gli immigrati lavorano e vivono e produce la giusta rivolta di questi sfruttati. Allo stesso tempo il capitalismo genera anche l'odio razziale di cui si sono resi protagonisti tanti "onesti cittadini" italiani. La destra alimenta la xenofobia e il Pd insegue la paranoia securitaria. C'è bisogno di una risposta di classe da parte dei comunisti e della sinistra.
Il 7 ottobre del 1989, dopo l’uccisione di un rifugiato sudafricano, Jerry Essan Maslo, si convocava a Roma la prima grande manifestazione di massa contro il razzismo. Oggi a 20 anni di distanza, varie associazioni antirazziste e forze politiche e sociali di sinistra, manifesteranno il 17 ottobre a Roma in un fase buia caratterizzata da un escalation di aggressioni razziste.