Il 12 giugno, poco dopo la chiusura dei seggi per le elezioni
presidenziali iraniane, il governo ha annunciato che Ahmadinejad era
stato rieletto con un margine schiacciante. Ciò ha immediatamente
provocato una mobilitazione spontanea che ha portato per diverse
settimane centinaia di migliaia di persone in piazza.
In che senso si può dire che sia iniziata la
rivoluzione iraniana? Lenin spiegò le condizioni per una situazione
rivoluzionaria: innanzitutto la classe dominante deve essere divisa e
incapace di governare con gli stessi metodi di prima. Questa condizione
è chiaramente presente in Iran.
Nel febbraio scorso cadeva il trentesimo anniversario della rivoluzione
iraniana. I mezzi di comunicazione di tutto il mondo hanno dato grande
risalto al ruolo di Khomeini e del clero islamico durante la
rivoluzione: raccontata così sembrerebbe proprio che durante i
tumultuosi eventi del febbraio 1979 la classe operaia iraniana abbia
giocato un ruolo quasi marginale.
La Rete di solidarietà con i lavoratori iraniani (Iranian Workers’
Solidarity Network, Iwsn) è nata nel maggio 2001. Dall’inizio del
decennio infatti si è aperta, dopo un lungo letargo dovuto alla
repressione spietata del regime dei mullah, una nuova fase di scioperi
e di lotte da parte della classe operaia iraniana.