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Scritto da Roberto Sarti
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Via le truppe dall’Afghanistan
Il 7 ottobre 2001 le truppe Usa invadevano l’Afghanistan. Dopo otto anni di occupazione, nessuno degli obiettivi degli Stati uniti sono stati raggiunti. Osama Bin Laden e il Mullah Omar non sono stati catturati, i talebani non sono stati debellati, le perdite delle truppe alleate continuano ad aumentare e Washington non ha nessuno di cui potersi fidare tra coloro che governano a Kabul.
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Scritto da Roberto Sarti
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Sono ormai passati venti giorni dal 20 agosto, data delle elezioni in
Afghanistan, che dovevano rappresentare un passaggio storico per la
democrazia in questo paese. Niente è più lontano dalla realtà.
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Scritto da Roberto Sarti
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La situazione in
Afghanistan si fa sempre più intricata. L’invasione Usa dura ormai da sette
anni, e l’imperialismo non è riuscito affatto a stabilizzare la situazione, al
contrario. Le truppe della Nato controllano sempre meno territori e sono sempre
più impopolari. Per sgominare la resistenza è prassi comune ricorrere a
bombardamenti indiscriminati, senza fare distinzione tra civili e “terroristi”.
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Scritto da Francesco Giliani
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Duemila bombardamenti aerei negli ultimi sei mesi, almeno quattro mila vittime civili nel solo 2006, la completa disorganizzazione dell’economia, un governo fantoccio di Washington corrotto fino alle midolla, la più alta mortalità infantile al mondo (165 bambini su 1.000 nati). Questo è il quadro dell’Afghanistan “democratico” dopo cinque anni di cosiddetta “guerra al terrore” condotta dall’imperialismo. Senza contare che aree crescenti del paese sono controllate dai talebani, spesso in alleanza con signori della guerra locali.
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