“Senza cedere alle illusioni e senza temere le calunnie, i lavoratori avanzati sosterranno completamente il popolo messicano nella sua lotta contro gli imperialisti. L’esproprio del petrolio non è il socialismo né il comunismo. È però una misura sommamente progressista di autodifesa nazionale.
Chavez nazionalizza la Venepal sotto il controllo operaio
"Vogliamo liberarci del capitalismo"
La mattina del 19 gennaio 2005, nella Sala Ayacucho del Palazzo Presidenziale a Caracas, alla presenza dei lavoratori e dei dirigenti sindacali della Venepal, Chavez ha firmato il decreto 3438 con il quale si sancisce l’esproprio della Venepal. Da ora in avanti, la fabbrica sarà gestita congiuntamente dai lavoratori e dallo stato.
In cinque anni e mezzo il progetto bolivariano incarnato dal presidente Chavez si è presentato ben otto volte davanti agli elettori. Ebbene, lo scorso 15 agosto - come ha dovuto riconoscere lo stesso Carter, l’expresidente Usa che “controllava” che il voto fosse democratico - un 59% (circa 6milioni di elettori) hanno votato a favore di Chavez, mentre un 41% votava contro.