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Scritto da Claudio Bellotti
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mercoledì 22 febbraio 2006 |
Questa rivista, che si pubblica in occasione del sessantesimo anniversario della Liberazione, si pone due obiettivi. In primo luogo, quello di contribuire alla conoscenza di quegli avvenimenti, di fare insomma la nostra parte, grande o piccola che sia, affinché una conoscenza e una corretta valutazione dell’importanza della lotta partigiana di liberazione faccia parte del bagaglio politico dei nostri lettori e sostenitori. Nella formazione dei militanti di oggi non si può prescindere da una conoscenza rigorosa della storia del movimento operaio e delle migliori tradizioni rivoluzionarie del nostro paese. Proseguiamo così uno sforzo che abbiamo iniziato con un precedente numero di In difesa del marxismo dedicato al biennio 1968-69 e che in futuro intendiamo proseguire affrontando altri punti decisivi della storia del movimento comunista e della lotta di classe in Italia.
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Scritto da Paolo brini
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mercoledì 22 febbraio 2006 |
Una lotta per il comunismo
Il periodo che va dal marzo 1943 al luglio 1948 rappresenta una delle pagine più gloriose della storia rivoluzionaria del proletariato nel nostro paese. Tale è stata la portata di quegli avvenimenti che ancor oggi sulle coscienze delle nuove generazioni di giovani studenti ed operai che si radicalizzano fischia il vento di quegli anni. Al contrario talmente tanta fu in quei mesi la paura provata dai capitalisti, che storici delle più varie estrazioni si sono accaniti lungo i successivi sessant’anni in ogni tipo di revisionismo nei confronti della guerra partigiana.
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Scritto da Francesco Giliani
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mercoledì 22 febbraio 2006 |
Il Pci di fronte alla Resistenza
Il crollo del fascismo ed il macello della seconda guerra mondiale imperialista aprirono un periodo rivoluzionario prolungato che durò fino al 1948. Per spezzare il filo della tradizione comunista, la storiografia ufficiale presenta le lotte della Resistenza come patriottiche o, al più, solamente antifasciste, nascondendo o minimizzando il loro carattere operaio e rivoluzionario. Per cosa lottarono lavoratori e partigiani? Quale ruolo ebbe il Pci ed il suo massimo dirigente Togliatti? Perché la Resistenza non sfociò in una rivoluzione socialista?
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Scritto da Paolo Brini
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mercoledì 22 febbraio 2006 |
Una lotta per il comunismo
Il periodo che va dal marzo 1943 al luglio 1948 rappresenta una delle pagine più gloriose della storia rivoluzionaria del proletariato nel nostro paese. Tale è stata la portata di quegli avvenimenti che ancor oggi sulle coscienze delle nuove generazioni di giovani studenti ed operai che si radicalizzano fischia il vento di quegli anni. Al contrario talmente tanta fu in quei mesi la paura provata dai capitalisti, che storici delle più varie estrazioni si sono accaniti lungo i successivi sessant’anni in ogni tipo di revisionismo nei confronti della guerra partigiana.
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Scritto da Gabriele Donato
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mercoledì 22 febbraio 2006 |
Fra guerra e rivoluzione
La scelta del regime fascista di portare l’Italia in guerra rappresentò il coronamento di una politica consolidatasi nell’intero corso degli anni ’30. Il tentativo di superare, attraverso un deciso rilancio dell’interventismo statale, la grave crisi economica che aveva caratterizzato l’inizio di quel decennio era stato condizionato dall’esigenza di potenziare l’industria pesante: il regime perseguiva lo scopo di attrezzare il paese a sostenere l’ennesima contesa militare fra le grandi potenze che si andava profilando come un passaggio inevitabile per una nuova spartizione di risorse e mercati a livello mondiale.
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Scritto da Roberto Sarti
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mercoledì 24 maggio 2006 |
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L’Italia appena dopo la Liberazione nell’aprile del ’45 si presentava come un paese distrutto. Fuori uso il sessanta per cento delle strade, irrecuperabili il venti per cento delle industrie, dimezzata rispetto all’anteguerra la produzione agricola.
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